Sulmona
Sulmona: Cultura
La cultura di Sulmona è insolitamente letterale: sta in un poeta, in un dolce e in un rito, e tutti e tre sono presi molto sul serio.
Ovidio
La città non ha mai smesso di rivendicarlo in duemila anni. La statua sta in piazza XX Settembre, le sue iniziali sullo stemma comunale, il corso porta il suo nome, e ogni primavera si tiene il Certamen Ovidianum, una gara di traduzione dal latino che porta qui studenti delle superiori da tutta Europa a sostenere una prova.
Il confetto
Qui il confetto è un mestiere, non un prodotto. Le mandorle si rivestono per lenta rotazione in bacinelle di rame, un lavoro di ore, e i confetti finiti si legano con il tulle in fiori, mazzi e spighe per matrimoni, battesimi e lauree. I Pelino lo fanno dal 1783 e conservano un museo dei macchinari.
Le confraternite
I sodalizi laicali che nel medioevo gestivano carità, sepolture e processioni esistono ancora e ancora sfilano, in abito colorato, per tutta la Settimana Santa. Sono gli organizzatori del rito più noto della città, non una sopravvivenza tenuta in piedi per i visitatori.
Gli orafi
Sulmona ebbe dal Trecento una corporazione orafa di livello, e il suo lavoro è il nucleo della raccolta del museo civico.
Peligni, non solo abruzzesi
Qui ci si riconosce nella Valle Peligna in quanto tale, si parla un dialetto diverso da quello della costa, e si ironizza volentieri sulle montagne che hanno tenuto la valle per sé. La valle coltiva un proprio aglio rosso, una varietà locale che non esiste altrove, ed è sommessamente convinta che sia il migliore d'Italia.