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Maratea

Maratea: Geografia

Maratea occupa una fascia stretta dove l'Appennino lucano incontra il Tirreno, e di terreno pianeggiante non ce n'è quasi.

Trenta chilometri di costa

La Basilicata è quasi tutta interna. Il suo breve fronte tirrenico, schiacciato tra la Campania a nord e la Calabria a sud, misura una trentina di chilometri e appartiene quasi per intero a questo solo comune. È quell'accidente di geografia amministrativa a spiegare perché una regione senza mare abbia un paese di mare.

Dalla montagna all'acqua

Il terreno scende ripido da circa 600 metri fino al mare in pochi chilometri. Il Monte San Biagio si alza subito dietro il borgo, e la costa sotto è falesia interrotta da piccole cale e spiagge di ciottoli, senza alcun litorale continuo. La SS18 la percorre come una corniche, alta sull'acqua.

Calcare e grotte

La roccia è calcarea ed è crivellata di grotte sopra e sotto il livello del mare: quella turistica vicino alla marina è una tra molte, e i subacquei ne frequentano diverse sommerse.

Santo Janni

Al largo sta un isolotto roccioso basso, usato come ancoraggio in epoca romana. Il fondale intorno conserva anfore sparse e resti di carico ed è area archeologica sottomarina protetta.

Dietro la montagna

Verso l'interno il terreno sale rapidamente nel massiccio del Pollino, il parco nazionale più grande d'Italia, a cavallo tra Basilicata e Calabria e oltre i duemila metri. Maratea sta quindi tra alte montagne e mare aperto nel giro di una ventina di chilometri, e in una buona primavera si può stare tra le chiazze di neve la mattina e in acqua il pomeriggio. I versanti in mezzo sono boscosi e poco abitati, e fino a Novecento inoltrato le vie verso l'interno erano mulattiere, non strade.

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