Cividale del Friuli
Cividale del Friuli: Cultura
Cividale è una cittadina italiana seduta su una faglia culturale, e ci sta comodissima.
L'eredità longobarda
La città prende sul serio la propria alta Età di mezzo, e fa bene: le figure in stucco del Tempietto e l'altare di Ratchis sono la migliore testimonianza di come fosse davvero l'arte longobarda, e vengono da un periodo che di solito si descrive per quello che ha perduto.
Tre lingue
L'italiano è la lingua di tutti i giorni, il friulano è diffuso e riconosciuto, e le valli a est parlano dialetti sloveni presenti lì dall'alto medioevo. Nelle valli i cartelli sono in tre lingue e nessuno ci trova niente di strano.
Mittelfest
Dal 1991 la città organizza un festival estivo di teatro, musica e danza dell'Europa centrale, nato nell'anno in cui la Jugoslavia si disfaceva e pensato esplicitamente come luogo d'incontro. È un festival serio in un posto piccolissimo.
Il vino
I Colli Orientali del Friuli cominciano al bordo dell'abitato e danno friulano, ribolla gialla, picolit e lo schioppettino rosso, quasi estinto negli anni Settanta e recuperato qui da pochi viticoltori.
La gubana
Il dolce delle valli del Natisone è una pasta lievitata arrotolata a chiocciola e farcita di noci, uvetta, pinoli e liquore, mangiata a fette con sopra un bicchierino di grappa. È slovena e friulana insieme e si fa come si deve forse in una dozzina di cucine qui.
Il ponte del diavolo
La leggenda vuole che il diavolo lo abbia costruito in una notte in cambio della prima anima che l'avrebbe attraversato, e che i cittadini gli abbiano mandato un cane. La stessa storia si racconta in tutta Europa; qui la raccontano meglio.