Trieste
Trieste: Geografia e clima
Geografia
Trieste non ha quasi spazio, e ogni stranezza della città discende da questo.
La mensola
La città occupa una striscia stretta fra il golfo e il bordo del Carso, che le sale bruscamente alle spalle fino a circa 300 metri. Non c'è pianura e non c'è retroterra: l'abitato corre lungo la riva e si arrampica sulla scarpata a terrazze, e il confine sloveno passa in cima al colle.
Il Carso
L'altopiano sopra è carso per antonomasia: il fenomeno prende il nome da qui. Calcare privato di suolo, crivellato di doline, grotte e fiumi sotterranei, quasi senza acqua in superficie. Sotto, la Grotta Gigante conserva una delle maggiori sale di grotta turistica al mondo.
Il fiume che sparisce
Il Timavo scorre a cielo aperto in Slovenia, s'infila nel calcare e riemerge vicino alla costa a nord-ovest della città dopo una quarantina di chilometri sottoterra. Era una meraviglia nota già nell'antichità.
Il golfo
Qui l'Adriatico è basso, in fondo a un lungo imbuto: caldo d'estate, torbido dopo le piogge, e capace di allagare le rive quando uno scirocco spinge l'acqua verso nord.
La bora
L'aria fredda ristagna sull'altopiano e si rovescia giù per la scarpata. Quasi ogni inverno si registrano raffiche oltre i 150 chilometri orari.
Niente acqua dolce
Poiché l'altopiano drena all'interno, la città storicamente non aveva quasi acqua di superficie propria e dipendeva dalle cisterne e, dall'Ottocento, da acquedotti che portavano l'acqua dall'Isonzo e dal Timavo.
Quattro mondi che si toccano
Qui le flore alpina, mediterranea, balcanica e centroeuropea arrivano tutte al proprio limite nel giro di pochi chilometri: per questo la vegetazione del Carso è così particolare, e per questo i botanici ci vengono dal Settecento.
Clima
Trieste ha un clima costiero mite, interrotto ripetutamente e con violenza da un solo vento.
La bora
È il fatto che definisce tutto. L'aria fredda e densa si accumula sull'altopiano sloveno e si rovescia giù per la scarpata in città, accelerando. Le raffiche superano i 100 chilometri orari più volte ogni inverno e hanno passato i 150. La città è attrezzata: un tempo si tendevano corde lungo le vie esposte, e ancora oggi autobus e traghetti si fermano quando è forte.
Inverno
Senza vento l'inverno è mite, con massime vicine ai 9°C e neve rara sulla costa. Con il vento, la stessa giornata sembra dieci gradi più fredda e camminare diventa davvero faticoso. La bora chiara è limpida e soleggiata, la bora scura porta pioggia.
Primavera
La primavera è gradevole e ventosa, con il Carso in fiore da marzo e il mare ancora freddo fino a giugno.
Estate
Luglio e agosto sono caldi e umidi più che torridi, con massime intorno ai 29°C, brezze di mare nel pomeriggio e temporali che si montano sull'altopiano.
Autunno
Settembre e ottobre sono i mesi migliori: mare caldo, tempo stabile e il Carso che a fine ottobre si accende di rosso per lo scotano.
Precipitazioni
Più abbondanti che sul resto dell'Adriatico, oltre il metro l'anno, concentrate in autunno, e cadute soprattutto sull'altopiano dove spariscono dritte nel calcare.
Due bore
In città si distingue la bora chiara, che arriva con sole pieno e aria lavata, dalla bora scura, che porta nuvole e pioggia. La prima esalta, la seconda è solo sgradevole.
Cosa portare
Qualcosa di davvero antivento, in qualunque mese, sapendo che qui l'ombrello non serve a niente.