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Anagni - Goparoo

Anagni

Anagni historical timeline

Storia

Fra le più antiche testimonianze della presenza del genere Homo in Italia c'è quella di Fontana Ranuccio, dove sono stati trovati resti umani attribuiti a Homo heidelbergensis e risalenti a 407.000 anni dal presente. L'attribuzione non è del tutto assestata — altri resoconti dello stesso sito descrivono oggetti in osso e selce e denti umani assegnati a Homo erectus, con datazione più antica — ma l'importanza del sito per la presenza umana antica in Italia non è in discussione.

Anagni è l'antica Anagnia, capitale degli Ernici, e si erge su una collina fra i monti Ernici e la Valle del Sacco. Gli Ernici migrarono dalla valle dell'Aniene e discendevano dai Marsi, almeno secondo l'etnico derivato dal marso herna, "pietra": cioè "quelli che vivono sulle colline di pietra". Della loro lingua restano due sole parole: Samentum, una striscia di pelle sacrificale, e Bututti, una sorta di lamento funebre.

La leggenda la annovera fra le città saturnie, le cinque città laziali fondate dal dio Saturno: Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino.

Fu città importante e centro spirituale degli Ernici, collocata sull'acropoli e in parte difesa da mura in opus quasi-quadratum. Nel 306 a.C., dopo la guerra ernica contro Roma, le città che non vi avevano preso parte rimasero indipendenti, mentre ad Anagnia e alle altre che avevano portato le armi contro i Romani fu concessa la cittadinanza senza diritto di voto, con il divieto di tenere assemblee e di contrarre matrimoni misti e senza magistrati se non quelli preposti ai riti religiosi. La città mantenne l'autonomia religiosa e l'importanza strategica, fu governata da un prefetto e divenne in seguito municipio.

In età imperiale molti imperatori vi trascorsero l'estate per sfuggire al caldo di Roma — Marco Aurelio, Settimio Severo, Commodo e Caracalla fra i più noti — e la grande villa imperiale poco distante, a Villa Magna, apparteneva a Marco Aurelio. La città era sede di templi e santuari, fra cui il tempio di Cerere sul quale fu poi costruita la cattedrale.

Nel 1160, durante le lotte fra papa Alessandro III e Federico Barbarossa, ad Anagni venne pronunciata la scomunica contro l'imperatore e contro l'antipapa Vittore IV.

Fu libero comune e nel XIII secolo cadde sotto la signoria dei Caetani. In quel periodo visse una fase di straordinario splendore, arrivando a contare circa cinquantamila abitanti, dando alla Chiesa ben quattro papi e divenendo residenza pontificia, tanto da meritare l'appellativo di città dei papi.

E poi la caduta. La città fu teatro delle lotte fra i Colonna, il re di Francia Filippo il Bello e Bonifacio VIII, che venne fatto prigioniero negli ambienti vescovili della cattedrale il 7 settembre 1303: l'episodio da allora noto come lo schiaffo di Anagni.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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