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Ponza - Goparoo

Ponza

Ponza: Cultura

La cultura di Ponza è quella di un'isola ripopolata, e lo sa.

Gli attuali abitanti discendono da 52 famiglie ischitane — 130 persone — insediate qui sotto i Borbone, dopo che l'isola era rimasta praticamente disabitata per circa due secoli a causa delle razzie saracene. Quasi ogni altra meta laziale può rivendicare una continuità; Ponza no, e la sua popolazione è un'importazione settecentesca deliberata.

Il suo patrono è un papa morto accanto. Silverio morì nella vicina Palmarola nel 537 ed è tutt'oggi patrono del Comune di Ponza, festeggiato il 20 giugno.

E l'isola possiede l'altra metà di una leggenda. Ponza è ritenuta l'Eea dell'Odissea, l'isola della maga Circe, la cui grotta sta sulla costa occidentale fra Capo Bianco e Chiaia di Luna e si chiama Grotta della Maga Circe. La tradizione dice che la maga vivesse in quella grotta nei mesi invernali e passasse le estati sul Monte Circeo, sulla terraferma — ragione per cui il promontorio di San Felice Circeo si legge come il suo profilo. I due luoghi si dividono un mito.

Le sue tragedie locali hanno un nome. I Faraglioni di Lucia Rosa prendono il nome da un fatto dell'Ottocento: Lucia Rosa, giovane donna di diciannove anni, innamorata di un misero contadino e impedita a sposarlo per l'opposizione della famiglia, in preda alla disperazione si suicidò gettandosi dall'alta scogliera, che gli abitanti ribattezzarono in suo nome.

E la cultura dell'isola moderna è un'economia di mare. Il turismo balneare è il settore trainante, parte degli abitanti si dedica ancora alla pesca, e la viticoltura resiste in misura minore: le attività agricole si sono molto ridotte dopo lo sviluppo del turismo.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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