Tivoli
Tivoli: Cultura
Il contributo culturale di Tivoli è idraulico. Il giardino di Villa d’Este fu progettato da Pirro Ligorio come dimostrazione di ciò che si poteva far fare all’acqua: una Fontana della Civetta in cui uccelli di bronzo cantavano e tacevano, e una Fontana dell’Organo che suonava musica vera, entrambe mosse solo dalla caduta dell’acqua. L’organo è stato rimesso in funzione e suona di nuovo.
Il giardino fu enormemente influente — da lì discendono Versailles, Villa Lante e buona parte del giardino europeo — e Liszt, che qui soggiornò, ne scrisse le fontane.
Le altre tradizioni sono agricole. L’olio della Sabina ha una denominazione protetta e gli oliveti dietro la città sono tra i più antichi in coltivazione al mondo. Il pizzutello è un’uva da tavola locale dall’acino allungato e appuntito, coltivata attorno a Tivoli e quasi in nessun altro posto, e ha una propria festa a settembre.
Il travertino resta un mestiere attivo, e le cave sotto la città forniscono ancora pietra per costruire e restaurare in tutta Italia.