
Tuscania
Tuscania: Geografia, clima e natura
Geografia
Tuscania sorge, come è tipico di questa zona del Viterbese, su promontori di roccia tufacea — sette — posti fra il fiume Marta e il Fosso Capecchio.
Quei promontori dominano la valle del Marta e ne permettono il controllo, ed è questa l'intera logica strategica del sito. La valle è un'importante via di comunicazione e transumanza che fin dalla preistoria univa il lago di Bolsena con il mar Tirreno, nei pressi dell'attuale Tarquinia: questo paese sta quindi a cavallo del collegamento fra il lago maggiore della regione e la costa.
Lungo la parte occidentale del territorio comunale, verso Arlena di Castro, si estende un'ampia superficie boschiva, con altimetrie che non superano i 300 m s.l.m., individuata dai toponimi del Pianaccio, Poggio della Madonna, Pian delle Rusciare e Poggio Porciaro.
Il comune ricade in zona climatica D con 1.654 gradi giorno: la fascia media del Lazio, interna ma non d'altura.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
Clima
Tuscania ha il clima interno del Viterbese, nella campagna vulcanica fra il lago di Bolsena e la costa.
La classificazione nazionale colloca il comune in zona D con 1.654 gradi giorno: più mite delle quote cimine a est, più fresco della fascia tirrenica a ovest.
Il terreno è basso. La parte occidentale boscosa del territorio, verso Arlena di Castro, ha altimetrie che non superano i 300 metri, quindi non c'è un vero effetto di quota nel comune.
Primavera e autunno sono le stagioni giuste per un paese le cui attrattive sono terreno tufaceo aperto e tombe rupestri.
L'estate è calda e asciutta nell'interno, e la valle del Marta convoglia il collegamento con il mare che la mitiga un poco.
Habitat e biodiversità
Tuscania sta nella campagna tufacea del Viterbese, e tanto gli habitat quanto l'archeologia escono da quella roccia.
La parte occidentale boscosa del comune, verso Arlena di Castro, è l'habitat naturale più consistente: un'ampia superficie forestale con altimetrie che non superano i 300 metri, individuata nella toponomastica locale come Pianaccio, Poggio della Madonna, Pian delle Rusciare e Poggio Porciaro.
Il sistema idrico sono il Marta e il Fosso Capecchio, che fiancheggiano i sette promontori su cui sta il paese. La valle del Marta è il corridoio: una via che dalla preistoria collega il lago di Bolsena al Tirreno presso Tarquinia, usata per la transumanza oltre che per il commercio, ed è quindi un corridoio di movimento animale da millenni.
Le necropoli rupestri sono, per inciso, habitat: dodici cimiteri distinti scavati nel tufo tenero offrono esattamente le cavità usate da pipistrelli e specie rupicole.
E l'archeologia protegge terreno che altrimenti sarebbe arato.
Fauna e uccelli
La fauna qui appartiene alla campagna, al bosco e alla valle fluviale del Viterbese interno.
I boschi occidentali verso Arlena di Castro sono il principale blocco di habitat continuo del comune, sotto i 300 metri e di buona estensione.
La valle del Marta è il corridoio di collegamento, dal lago di Bolsena fino al Tirreno presso Tarquinia. Ha portato transumanza dalla preistoria, il che ricorda che questo è un paesaggio lavorato e non selvatico.
Il Fosso Capecchio offre un secondo corso d'acqua minore a fianco dei promontori del paese.
Le tombe scavate nel tufo tenero — dodici necropoli — offrono un habitat di cavità che i paesaggi costruiti raramente hanno.
La pressione dei visitatori è minima: Tuscania è fra le città archeologiche meno visitate di questo gruppo.