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Castel San Giovanni, Finale Ligure

Castel San Giovanni, Finale Ligure cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 18 ottobre 2026
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Questo forte è un torrione quattrocentesco che indossa una fortezza seicentesca. Prima venne il torrione, sul pendio fra il castello dei Del Carretto sopra e la capitale murata sotto; gli spagnoli, che dovevano tenere l’artiglieria fuori da quel pendio, gli costruirono attorno e sopra invece di spianarlo, e lasciarono l’ottagono in piedi in mezzo alla propria opera. Genova demolì in parte il risultato quando il marchesato fu suo, il Regno di Sardegna lo trasformò in carcere e lo Stato italiano alla fine lo prese e lo restaurò. Quello che sta sopra Finalborgo oggi è il perimetro spagnolo con il nucleo medievale leggibile dentro.

Cronologia

  1. metà XV secolo Un torrione viene eretto sul pendio sopra Finalborgo. È ricordato dallo storico Gianmario Filelfo e noto da un disegno del 1571, e sopravvive come corpo centrale ottagonale dell’attuale fortezza.
  2. Gli spagnoli iniziano l’attuale forte, completandolo nel 1643, per rafforzare le difese: progetto dell’ingegnere camerale milanese Francesco Prestino, costruito sui ruderi del torrione più antico. Il perimetro che si cammina oggi è quello di questa campagna.
  3. Gli spagnoli restaurano e ampliano il forte nei suoi settori, lavorando fino al 1678 sotto l’ingegnere Gaspare Beretta, che realizza il collegamento diretto col borgo e rinforza le fortificazioni. Quel collegamento lega ancora il forte a Finalborgo.
  4. Il forte viene abbandonato, nell’anno in cui il dominio spagnolo sul Finale cessa ufficialmente. Era stato opera spagnola per sessantacinque anni e non fu mai più presidiato dalla potenza che l’aveva costruito.
  5. L’Austria cede il forte a Genova, che lo demolisce in parte. Genova fece lo stesso con Castel Gavone sopra, nel 1715: la collina fu disarmata di proposito, non lasciata andare in rovina.
  6. Il forte diventa un penitenziario. È l’uso singolo più lungo della sua storia, e il motivo per cui l’interno fu ripetutamente alterato dopo la fine della vita militare.
  7. Il forte viene incamerato dal demanio, e negli ultimi anni è stato interamente restaurato. È il restauro che rende di nuovo leggibile il nucleo ottagonale.
  8. Dal dicembre il Ministero della cultura gestisce il forte tramite il Polo museale della Liguria, che nel dicembre 2019 diventa Direzione Regionale Musei Liguria. È a quell’ufficio, e non al comune, che il visitatore deve rivolgersi.

Che cosa è sopravvissuto alla demolizione e al carcere

Due episodi della storia di questo forte potevano cancellare il torrione quattrocentesco e nessuno dei due l’ha fatto. La demolizione parziale genovese dopo il 1713 prese settori dell’opera spagnola e non il nucleo; la conversione in penitenziario nel 1822 richiedeva celle e muri, cosa che una torre muraria ottagonale fornisce invece di ostacolare. Il risultato è insolito: un forte il cui elemento più antico è anche il più centrale e il più intatto. Il restauro recente, sotto proprietà statale dal 1960, è quello che l’ha reso leggibile, e anche la chiesa compresa nel complesso, col suo campanile, è passata attraverso tutto. La questione di quando esattamente il forte spagnolo sia stato costruito è stata studiata a sé: la monografia di riferimento sull’edificio, pubblicata a Finale Ligure nel 2018, ha per sottotitolo Progettisti, costruttori, epoca di edificazione.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.