Varigotti
Varigotti historical timeline
Storia
Varigotti è un porto che ha perso il porto, e tutto il resto del posto discende da lì. Per qualcosa più di mille anni la baia dietro Punta Crena è stata uno scalo attivo — bizantino, poi carrettesco — difeso da un castrum sul capo che la sovrasta. Quando il bacino si è interrato, il paese si è spostato dall’altra parte del promontorio, dove sta ancora, e si è messo a vivere di pesca, olivi e pietra di cava. Quello che si cammina oggi è il secondo insediamento: una fila di case a pelo d’acqua, con le rovine del primo sulla collina alle spalle e una baia vuota oltre di esse.
Cronologia
- II secolo d.C. Alcuni datano a questo secolo le origini di Varigotti, altri all’epoca bizantina. La prova a favore della lettura più antica è materiale: nell’area della chiesa di San Lorenzo sono stati rinvenuti frammenti e tombe databili dal III al VII secolo, e un sarcofago del III o IV secolo proveniente da lì è oggi nel museo archeologico di Finalborgo.
- VI-VII secolo Dopo la caduta dell’impero romano il porto — nell’odierna baia dei Saraceni — offre un approdo sicuro alle navi bizantine, mantenendo i collegamenti con le fortificazioni ancora attive lungo l’Appennino ligure e le Alpi Marittime. Su Punta Crena viene posto un castrum a difenderlo, con gli edifici civili vicino al porto e sul versante orientale del promontorio, dove rimane ancora oggi un muro perimetrale.
- Il re longobardo Rotari distrugge l’insediamento, spazzando via i Bizantini dalla Riviera ligure. Varicottis cade in disuso perché i Longobardi non possiedono una flotta. Il cronista pseudo-Fredegario cita Varicotti al pari di Albenga, Savona, Genova, Oderzo e Luni: che è la misura di quello che qui è andato perduto.
- Il 28 agosto un accordo fra Ottone, vescovo di Albenga, e Garin, abate di Lerino, pone il monastero di San Lorenzo sotto l’abbazia isolana: abate e monaci dovranno essere scelti solo fra i religiosi di Lerino, e chi vorrà prendere l’abito qui dovrà professarsi a Lerino. La chiesa sul promontorio è ciò che resta di quel monastero.
- Si costituisce la marca di Savona, infeudata a Enrico Del Carretto. Varigotti ne fa parte ed è spesso contesa dal nascente comune di Noli: una rivalità il cui confine sta ancora sul terreno, fra Punta Crena e Capo Noli.
- I monaci di Lerino se ne vanno, e la chiesa diventa verosimilmente la parrocchiale di Varigotti. Dal 1200 è in mano a un preposito, menzionato più volte fino al XV secolo; nel 1213 il preposito Bonifacio e i canonici scambiano terreni col marchese Enrico del Carretto.
- XIII-XIV secolo La popolazione si sposta dal porto a ponente del promontorio, dove il paese sta oggi, e forma una compagna, libera associazione degli uomini del villaggio. Da questo spostamento nascono le borgate di Pino, Giardino, Chièn, Cà dei Mori, la Seva e la Monda, e viene costruita una nuova chiesa di San Lorenzo perché quella vecchia sopra il porto è ormai troppo lontana.
- Dopo una sconfitta di Finale da parte di Genova, il porto di Varigotti viene interrato per opera dei genovesi: un fatto che la fonte stessa definisce controverso. Chiunque l’abbia chiuso, da allora la baia è una spiaggia e non un porto.
- Dopo un’invasione dei Turchi viene costruita una torre di vedetta in cima a Punta Crena. È ancora in piedi, con accanto i resti di un convento, e nel 2021 vi sono state girate le scene finali di una serie televisiva nazionale.
- Genova, alleata di Noli dal 1202, costruisce una torretta fra Punta Crena e Capo Noli per segnare il confine dei propri possedimenti. La torretta delle Streghe è ancora lì e segna tuttora il confine fra i due comuni.
- Finale passa sotto dominio spagnolo, e viene ceduta a Genova nel 1713. Varigotti segue le sorti del Finale attraverso entrambi, da dipendenza e non da parte in causa.
- Viene avviata l’attuale parrocchiale di San Lorenzo sul lato a mare, conclusa nel 1637 su progetto dell’architetto Andrea Storace. Conserva il campanile tardogotico della precedente e custodisce un polittico del 1584.
- 1790-1800 circa Col dominio napoleonico e la Repubblica Ligure, Varigotti è costituita libero comune autonomo. È l’unico periodo in cui il paese si governa da sé, e dura circa settant’anni.
- Varigotti conta attorno ai 700 abitanti, dediti soprattutto alla pesca, all’agricoltura di olivi e agrumi e all’estrazione di pietra da una cava. L’uliveto sul fianco a mare di Punta Crena è ciò che resta di quell’economia.
- Mentre fervono i lavori della ferrovia Genova-Ventimiglia, Varigotti viene aggregata — non senza resistenze — al borgo di Finale Pia, insieme a Calvisio, anch’esso comune autonomo fino ad allora. Nel 1927 entra nel neocostituito comune di Finale Ligure.
- Una frana in zona Malpasso uccide due macchinisti. Dopo di essa vengono costruiti i paramassi all’imbocco delle due gallerie; sono visibili ancora oggi, e sono la prova più diretta di quanto sia instabile questa costa.
- Viene attivata una nuova linea ferroviaria interna, completamente in galleria, e il tracciato costiero è abbandonato. La vecchia stazione diventa proprietà privata e il tracciato che passava in paese è trasformato nel parcheggio pubblico che i visitatori usano oggi.
Che cosa ha lasciato il porto interrato
Perdere il porto non ha svuotato Varigotti: l’ha spostata. L’insediamento che stava sul versante est della montagna e sull’attigua selletta fu abbandonato mentre il bacino si riempiva, e lì stanno ancora resti medievali datati al XV secolo, col muro perimetrale bizantino più in basso e le rovine del castrum più in alto. Tutto quello che è stato costruito dopo lo spostamento sta dall’altra parte del promontorio: la chiesa nuova, le borgate di Pino, Giardino, Chièn, Cà dei Mori, la Seva e la Monda, e la fila di case lungo la riva. La chiesa vecchia sulla collina perse la parrocchia e fu ridotta a servire da cappella del cimitero fino al XVII secolo; una bomba nella seconda guerra mondiale le sfondò il tetto, che rimase così per molti anni. Il restauro è cominciato nel 1995 ed è stato il primo in Liguria a sollevare i materiali con l’elicottero, non essendoci strada. Il contributo del Novecento è stato una sottrazione: l’Aurelia e il turismo di massa hanno riempito di edilizia la fascia stretta, e la ferrovia che tagliava il paese se n’è andata del tutto.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
