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Ancona

Ancona: Cultura

Ancona è una città che lavora e si comporta come tale; la cortesia qui è pratica e non decorativa.

Un'identità portuale

Si arriva e si riparte di continuo — camionisti greci e albanesi, vacanzieri croati, studenti, gente di mare — e la città assorbe quel traffico da duemilacinquecento anni. È più mescolata e meno chiusa di quasi ogni città italiana delle sue dimensioni, e assai meno interessata a farvi colpo.

Il pesce

Il brodetto anconetano si fa per tradizione con tredici qualità di pesce e non ci sono due cuochi d'accordo su quali. Lo stoccafisso all'anconetana, con patate e pomodoro, è l'altro piatto che la città difende.

Anarchici e portuali

Ancona ha una lunga storia radicale: fu un centro dell'anarchismo italiano, Errico Malatesta ci visse e ci organizzò, e nel giugno del 1914 in città scoppiò la rivolta passata alla storia come settimana rossa. Le città di porto queste cose se le ricordano.

Il vino

Le colline subito dietro il Conero danno il Rosso Conero, un rosso scuro coltivato sui versanti sopra il mare, e dalla valle dell'Esino viene il Verdicchio bianco.

Il dialetto e la distanza

L'anconetano assomiglia più ai dialetti di Romagna che a quelli delle Marche meridionali, e la città è sempre stata un po' fuori dalla propria regione: i centri collinari dell'interno la considerano rumorosa e moderna, e lei considera loro lenti. Tutte e due le posizioni hanno qualche fondamento.

Le Muse

Il teatro cittadino, restaurato dopo decenni da guscio bombardato, è il centro dell'anno culturale.

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