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Ascoli Piceno

How Was Ascoli Piceno Built

Ascoli è la città materialmente più coerente dell'Italia centrale, e non per un gusto sopraggiunto.

Una pietra sola

Il travertino delle cave locali era a buon mercato, abbondante e facile da lavorare. È stato usato per fondazioni, muri, cornici, pavimentazioni, ponti e sculture, lungo duemila anni, da romani, maestranze medievali e amministrazioni novecentesche allo stesso modo. Il risultato è un centro di un solo colore che con la luce cambia completamente carattere.

L'impianto romano

Il tracciato della città vecchia è ancora riconoscibilmente romano, disteso sul piano fra i fiumi, con il teatro e la Porta Gemina — una porta a doppio fornice — superstiti ai margini.

I ponti

Il ponte di Solestà scavalca il Tronto con un unico arco romano ed è ancora in uso quotidiano a piedi. Il ponte di Cecco, a valle sul Castellano, è romano d'origine, fu ricostruito dopo la distruzione bellica, e porta il nome dell'astrologo.

Le torri

In età comunale le famiglie maggiori alzarono case-torri quadrate in travertino; decine sopravvivono in parte, mozzate, inglobate in edifici successivi o trasformate in campanili: per questo la linea dei tetti è così irregolare.

Piazza del Popolo

La piazza fu regolarizzata nel Cinquecento, quando agli edifici intorno furono dati un portico continuo e finestre uniformi: un pezzo di urbanistica precoce e rigoroso. La pavimentazione in travertino è novecentesca ed è lucidata dall'uso.

Le cave

Le cave che hanno dato tutto questo stanno a pochi chilometri e lavorano ancora: il travertino ascolano è finito in edifici in mezzo mondo, ed è una delle poche industrie locali che non ha mai smesso.

La ricostruzione

I consolidamenti antisismici dopo il 2016 si vedono su molte facciate come tiranti e fasciature d'acciaio, e qui nessuno finge il contrario.

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