Termoli
Termoli: Cultura
Termoli è un porto che lavora e che per caso è anche bello, e le due cose convivono senza troppi attriti.
La flotta
Qui la pesca è ancora vera. Le barche escono dal porto, il pescato si sbarca e si vende in città, e buona parte della popolazione del borgo è legata a quel mondo per famiglia se non per mestiere.
Il brodetto
La zuppa di pesce locale si fa con quello che hanno portato le barche, cotta in un tegame di terracotta con pomodoro e un peperone verde, e si serve con il pane e non con la pasta. Ogni famiglia rivendica una versione diversa e ogni ristorante quella giusta.
I trabucchi
Le piattaforme di legno sugli scogli, con i lunghi bracci e le reti, sono un'eredità condivisa di tutto questo tratto di Adriatico. Le costruivano famiglie che avevano diritto di pesca su uno scoglio preciso, e diverse lavorano ancora.
Due stagioni
La città ha un'identità estiva e una invernale e quasi non si sovrappongono, e il passaggio avviene in una quindicina di giorni a settembre.
Ad agosto è una piena località adriatica; da ottobre è una tranquilla città di provincia con un porto peschereccio, e ognuno vi dirà quale delle due preferisce.
Il dialetto
Il termolese è un dialetto adriatico, più vicino alle parlate costiere d'Abruzzo e del Gargano che a quelle di montagna a un'ora nell'interno: dice da che parte la città ha sempre guardato.
Il legame con le Tremiti
Termoli è il capolinea di terraferma delle isole, e buona parte dell'economia estiva è gente che passa.