Skip to content

Bari

Bari: Cultura

La cultura di Bari poggia su tre cose: il santo, il cibo e una forte coscienza di sé come capitale e non come provincia.

Un santo in comune

San Nicola è venerato da cattolici e ortodossi, e la basilica ospita nella cripta una cappella ortodossa. Il rapporto è reale e antico: arrivano pellegrini russi, greci, serbi e ucraini in gran numero, e in città c'è una chiesa ortodossa russa. Bari è uno dei pochi luoghi dell'Europa occidentale in cui quella devozione condivisa si vede ogni giorno e non solo nelle cerimonie.

Le orecchiette in strada

In via Arco Basso, nella città vecchia, le donne fanno le orecchiette a mano su tavoli davanti alla porta di casa e le vendono dagli stessi tavoli. È una tradizione vera e non una messa in scena, anche se è diventata famosa al punto da attirare folle proprie e discussioni proprie sulle regole.

Che cosa si mangia

La focaccia barese, alta e carica di pomodoro e olive; la tiella di riso, patate e cozze; i panzerotti; le sgagliozze, quadrati di polenta fritta venduti in strada dalla padella; e il crudo di mare, mangiato sulla banchina del porto vecchio.

Università e calcio

L'università di Bari, fondata nel 1925, porta in città decine di migliaia di studenti e tiene vivo il Murattiano fuori stagione. Il calcio è l'altra passione collettiva: lo stadio San Nicola, progettato da Renzo Piano per i Mondiali del 1990, sta fuori città ed è un edificio notevole di per sé, una corolla di petali di cemento staccati l'uno dall'altro.

Il Petruzzelli

Il quarto teatro d'Italia per dimensioni fu distrutto da un incendio doloso nel 1991 e rimase uno scheletro per diciotto anni, prima di riaprire nel 2009. La sua perdita e il suo ritorno fanno parte di come la città parla di sé.

← Torna alla panoramica di Bari