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Lecce

Lecce: Geografia

Lecce sta più o meno al centro del Salento, la penisola stretta all'estremità meridionale della penisola italiana, e quasi ogni sua caratteristica discende dalla roccia che ha sotto.

Tra due mari

La città sta a una cinquantina di metri sul livello del mare, su una pianura quasi del tutto piatta. L'Adriatico è a una decina di chilometri a est, a San Cataldo; lo Ionio a venticinque a sud-ovest, verso Gallipoli. Nel Salento nessun punto è lontano dall'acqua, e le due coste sono nettamente diverse: bassa e rocciosa sul versante adriatico, più lunga e sabbiosa verso lo Ionio.

La pietra

Tutta la penisola è una lastra di pietra leccese, un calcare giallo a grana fine, insolitamente tenero appena cavato, che indurisce con l'esposizione all'aria. È la ragione dell'aspetto della città, e si cava a vista d'occhio dall'abitato.

Niente fiumi

Nel Salento i corsi d'acqua superficiali in pratica non esistono. La pioggia filtra dritta nel calcare poroso e finisce in un sistema sotterraneo di canali e grotte: per questo il paesaggio è arido, per questo si aprono voragini nei campi, e per questo l'acqua si è sempre dovuta scavare invece che deviare.

Zone umide sulla costa

Dove la piana incontra l'Adriatico a sud di San Cataldo sopravvive una fascia di dune, paludi e stagni salmastri, la riserva di Le Cesine: un residuo delle zone umide che coprivano questa costa prima delle bonifiche, e una sosta per gli uccelli migratori.

La piana degli ulivi

Fuori dalle mura la terra è un uliveto quasi continuo, con alberi che hanno anche mille anni. Dal 2013 il batterio Xylella fastidiosa ne ha uccisi moltissimi, e ampi tratti del Salento sono oggi legno morto in piedi, grigio. È la cosa più evidente del paesaggio attuale, e gli abitanti ve lo diranno.

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