Sardegna
Sardegna: Cultura
La cultura sarda è sopravvissuta perché l'isola è stata conquistata ai bordi e lasciata stare nel mezzo.
La lingua
Il sardo è una lingua romanza a pieno titolo, e i linguisti la considerano in genere il discendente vivo più conservativo del latino: ha mantenuto suoni che il resto della famiglia ha perso. Ha due grandi gruppi, logudorese a nord e campidanese a sud, ed è riconosciuta ufficialmente.
Non è l'unica lingua minoritaria. Ad Alghero si parla catalano, eredità del ripopolamento trecentesco. Il tabarchino, varietà ligure, sopravvive a San Pietro e Sant'Antioco, portato da famiglie arrivate passando dalla Tunisia. Gallurese e sassarese, a nord, derivano dal corso più che dal sardo.
La musica
Il cantu a tenore è una polifonia maschile a quattro voci in cui tre producono un bordone gutturale profondo sotto un solista. Non somiglia a nulla d'altro in Europa ed è stato iscritto dall'UNESCO nel 2005. Le launeddas, triplo clarinetto di canna suonato in respirazione circolare, compaiono in un bronzetto di circa l'800 a.C. e si suonano ancora.
Maschere e feste
I carnevali invernali della Barbagia sono la sopravvivenza più singolare dell'isola. A Mamoiada i Mamuthones indossano pelli nere di pecora, maschere di legno intagliato e fino a 30 kg di campanacci, muovendosi in una processione lenta e pesante guidata dagli Issohadores. Il rito è certamente precristiano; che cosa significasse in origine non si sa.
Altrove: la Sartiglia di Oristano, giostra equestre mascherata di Carnevale; la Cavalcata Sarda di Sassari a maggio, che fa uscire i costumi di tutta l'isola; e la Faradda di li Candareri, la discesa dei candelieri di Sassari, iscritta all'UNESCO insieme alle altre macchine a spalla italiane.
Artigianato e arte
Filigrana, in particolare la fede sarda; tessitura a Samugheo e a Nule; sughero in Gallura; e cesteria. A Orgosolo, diverse centinaia di murales politici coprono il paese dagli anni Sessanta, su diritti della terra, guerra ed emigrazione.