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Chiesa di San Salvatore, Castellina in Chianti

Chiesa di San Salvatore, Castellina in Chianti cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026
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L'edificio era medievale. È tutto ciò che la documentazione afferma sulla sua origine, e il motivo per cui non può affermare di più è ciò che accadde dopo.

Fu distrutto durante l'ultima guerra mondiale e successivamente ricostruito in stile neoromanico, con l'incarico affidato all'architetto senese Menotti Lucattelli. Castellina non fu sola in questo: anche la pieve di Sant'Agnese, nello stesso comune, fu in gran parte ricostruita dopo i danni di guerra, e lì della fabbrica medievale resta soltanto la base del campanile.

La sua importanza è più antica dell'edificio e indipendente da esso. Una ricca famiglia senese donò alla chiesa il corpo di san Fausto martire; da quel momento san Fausto divenne protettore del Chianti, invocato contro la siccità e durante la vendemmia. Resta il patrono del comune, con la festa il 18 settembre.

La chiesa è incastonata nell'identità del paese. Quando lo stemma di Castellina fu riconosciuto con decreto del 17 ottobre 1932, il disegno scelto fu una chiesa fiancheggiata da una torre con sopra un gallo — il gallo che canta dalla torre diroccata accanto all'antica chiesa di San Salvatore, emblema della Lega del Chianti e memoria della tregua fra la repubblica fiorentina e quella senese.

Le sue opere sono sopravvissute ai suoi muri. L'affresco del Maestro di Signa, il san Barnaba ligneo e il reliquiario hanno attraversato la distruzione e sono entrati nell'edificio nuovo — che è la ragione consueta, e l'unica, per cui vale la pena entrare in una parrocchiale ricostruita.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.