Firenze
Firenze: Cultura
Firenze porta una reputazione che schiaccerebbe quasi ogni città: il luogo dove è accaduto il Rinascimento, conservato abbastanza bene perché l'affermazione sia visibilmente vera. La domanda interessante è che cosa la città ne faccia oggi, e la risposta è meno museale di quanto la fama suggerisca.
I mestieri sono ancora mestieri
In Oltrarno la pelletteria, la doratura, la legatoria, la carta marmorizzata e il restauro di mobili sono occupazioni vere, con botteghe, apprendisti e clienti. Stanno a poche strade da negozi che vendono merce importata descritta con le stesse parole, ed è per questo che la campagna del Comune chiede di scegliere l'artigianato locale e le esperienze gastronomiche tradizionali invece di affidarsi al caso.
Una città universitaria sotto la superficie
Firenze ha un grande ateneo e una delle maggiori concentrazioni di studenti stranieri d'Italia. È lo strato meno visibile al visitatore di passaggio ed è quello che tiene pieni i locali intorno a Santo Spirito e a San Marco una sera feriale qualunque; è anche il motivo per cui la città è più viva fuori stagione di quanto dica il suo profilo turistico.
Riti che la città tiene per sé
Lo Scoppio del Carro a Pasqua e il Calcio Storico a giugno non sono eventi per visitatori tollerati dai residenti: sono eventi di quartiere che i visitatori guardano. Il Calcio in particolare si gioca fra i quattro quartieri storici, una forma di identità locale che quasi tutte le città italiane hanno lasciato andare da tempo.
Una cucina più schietta dell'arte
La cucina fiorentina non è raffinata nel modo che la fama della città lascerebbe pensare: zuppe di pane, trippa, fagioli, carne alla griglia e un pane senza sale. Il mercato di Sant'Ambrogio serve il quartiere e non il visitatore, e i banchi del trippaio sono un pranzo qualsiasi, non un'esperienza.
