Gaiole in Chianti
Gaiole in Chianti historical timeline
Storia
Gaiole esiste perché si incontravano due strade. La sua storia è strettamente legata alla posizione di nodo viario nelle comunicazioni fra il Chianti e il Valdarno superiore, e fu questo a farne la sede del mercato dei vicini castelli.
Il primo ricordo è del 1086. Compare in una carta della Badia a Coltibuono, e a quell'epoca gli abitanti dei vicini castelli di Vertine, Montegrossi e San Donato in Perano iniziarono a incontrarsi sul fondovalle, lungo il torrente Massellone, per scambiarsi le merci. Inizialmente il mercato era situato ai piedi del castello di Barbischio. Il mercato di Gaiole è citato in atti notarili fin dal 1215.
La terra era più antica del mercato. L'area era già conosciuta e abitata in epoca etrusca e romana, come mostrano i toponimi derivati da lingue antiche, i resti della necropoli di Cacchiano del I-III secolo d.C. e le colonne della pieve di San Marcellino a Monti, tipiche dell'età imperiale e con ogni probabilità provenienti da un precedente edificio romano.
Nel XIV secolo Gaiole e la sua comunità entrarono a far parte della Lega del Chianti, e nel Quattrocento divenne capitale del proprio terziere — uno dei tre, con Radda e Castellina. Centro commerciale divenuto anche caposaldo difensivo sul confine fra Firenze e Siena, fu oppressa da continue scorrerie fino al 1555, quando Siena si arrese e il territorio fu annesso al Granducato di Toscana.
Il mercato sopravvisse alle guerre. Ancora nel Settecento il mercato di Gaiole era un avvenimento importante per la zona, come testimoniò nelle sue relazioni il granduca Pietro Leopoldo dopo la visita fatta nel luglio 1773.
Poi cambiò provincia. Fino all'inizio del XIX secolo Gaiole faceva amministrativamente parte della provincia di Firenze, ma in epoca napoleonica, durante il Regno di Etruria, venne inserita nel Dipartimento Senese e nella provincia di Siena, dove rimane. Per molti anni fu sindaco Bettino Ricasoli.
Nel 1860 non volle votarsi dentro l'Italia. Al plebiscito per l'annessione della Toscana al Regno di Sardegna i "sì" non ottennero la maggioranza degli aventi diritto, con un astensionismo da record, sintomo dell'opposizione all'annessione.
La storia moderna è uno svuotarsi e un riempirsi. Dopo la seconda guerra mondiale il territorio comunale fu investito dallo spopolamento delle campagne, ma a partire dalla fine degli anni settanta le ex case coloniche sono state progressivamente restaurate e oggi sono sede di agriturismi, e il turismo enogastronomico è la principale fonte di ricchezza del territorio.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
