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Greve in Chianti

Greve in Chianti: costruzione e trasformazioni nel tempo

Greve è stata costruita come mercato, e la pianta lo dice. La piazza è un triangolo allungato perché quella è la forma che resta dove convergono le direttrici dal Valdarno, dalla Val di Greve e la Firenze–Siena. Non fu tracciata come vetrina civica.

I portici sono infrastruttura. La piazza ne è per gran parte circondata, e un portico attorno a un mercatale esiste perché merci e mercanti restino all'asciutto e il mercato si tenga con qualunque tempo.

Il centro e il vertice vennero dopo. La statua di Giovanni da Verrazzano di Romeo Pazzini occupa il mezzo, e la parrocchiale di Santa Croce — edificio del XIX secolo — occupa uno dei tre angoli. Non è la chiesa ad aver generato la piazza: vi è stata inserita.

Sopra sta ciò che venne prima. Montefioralle è un castello, un tempo Monteficalle, e il borgo è di forma pressoché circolare: la forma di un insediamento costruito dentro un anello difensivo e non lungo una strada. Conserva le sue mura, anche se in parte inglobate in costruzioni più recenti, e le strade completamente selciate. Greve nacque come sua dipendenza e poi lo superò: per questo il castello è intatto e piccolo e il paese di mercato sotto non è né l'uno né l'altro.

La campagna fu costruita in pietra, presto e molte volte. Il comune conserva una densità insolita di pievi romaniche: San Pietro a Sillano, citata nelle pergamene della Badia a Passignano già nell'anno 884; San Pietro a Cintoia, menzionata nel 989; San Miniato di Rubbiana, attestata dal 1015 e che conserva una lapide con la consacrazione del 1077 a opera del cardinale Pietro Igneo e del vescovo di Fiesole; e San Donato a Citille, consacrata nel 1072 sulla strada che collegava le due badie vallombrosane di Passignano e Montescalari.

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