Greve in Chianti
Greve in Chianti: Cultura
Il Museo di San Francesco è stato inaugurato il 7 settembre 2002, nel complesso dell'ex convento di San Francesco.
Nell'oratorio si trova la pala in terracotta policroma Compianto sul Cristo morto, della bottega di Baccio da Montelupo, che forse conserva la collocazione originaria sopra l'altare dell'oratorio, entro una cornice con festoni di frutti e fiori in terracotta invetriata realizzata nel 1515-1520 e attribuita alla bottega di Benedetto e Santi Buglioni; un bassorilievo trecentesco in marmo con San Francesco dalla chiesa di San Pietro a Sillano; e un'Annunciazione trecentesca di anonimo pittore fiorentino, proveniente dalla chiesa di Santa Croce a Greve. Nella sagrestia si conservano antichi tessuti. Al piano superiore due sale: una con dipinti di Jacopo Vignali e altri quadri del Seicento, l'altra con arredi di chiese, oreficeria, calici, pissidi e ostensori.
Il Museo del vino presenta, su circa ottocento metri quadrati, una raccolta di oggetti e immagini che racconta la storia della viticoltura di Greve. È allestito dai fratelli Falorni all'interno delle vecchie cantine di Greve, le ex cantine Mirafiori.
Lo stemma del comune fu adottato dopo il 1860. La figura nella parte superiore fa probabilmente riferimento all'Arte della Lana di Firenze, che aveva come emblema l'agnello pasquale, oppure all'allevamento di ovini della zona. Il troncato d'oro e d'azzurro riprende il blasone degli Adimari di Firenze, padroni del castello di Cintoia.
Anche un pezzo di storia recente appartiene a questa voce. Dal 1998 al 2008, qui e nel comune di Bagno a Ripoli, si è svolto lo studio InCHIANTI, volto a determinare le cause della diminuzione e della perdita della capacità di camminare negli anziani. Ha coinvolto 1.013 partecipanti per nove anni, e il nome del paese è legato a esso nella letteratura medica.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
