Radda in Chianti
Radda in Chianti: Geografia, clima e natura
Geografia
Il comune si estende per 80,56 chilometri quadrati, posto sulle colline che occupano il tratto iniziale delle valli dell'Arbia e della Pesa. Radda è dove cominciano due sistemi fluviali: una posizione diversa da quella di Castellina, che sta sullo spartiacque fra tre.
Il dislivello va da 280 a 845 metri. Il minimo è presso l'abitato di Lucarelli, il massimo è la vetta del Monte Querciabella. Il capoluogo è posto a 535 metri: una cifra che vale la pena dire chiaramente, perché quella di 600 è assai diffusa ed è sbagliata.
Confina con cinque comuni: Cavriglia in provincia di Arezzo, Gaiole in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Greve in Chianti nella Città metropolitana di Firenze. Come Castellina sta a cavallo dell'antico confine fra fiorentino e senese.
Otto frazioni vi sono sparse, e le loro quote raccontano il terreno: Badia a Montemuro a 706 m, Volpaia a 617 m, Colle Petroso a 520 m, Palagio a 515 m, Selvole a 504 m, Monterinaldi a 396 m, San Fedele a 378 m e Lucarelli a 285 m. Nessuna supera i settanta abitanti circa.
L'intero territorio è compreso nel Chianti Classico, e due classificazioni ufficiali descrivono il terreno: zona sismica 2 — sismicità medio-alta — secondo l'Ordinanza PCM 3274 del 20 marzo 2003, un gradino sopra la confinante Castellina che è in zona 3S, e zona climatica E con 2.245 gradi giorno.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
Clima
La stazione a lunga serie più vicina al capoluogo è Montevarchi, e le medie trentennali citate sono le sue. Vanno lette come un minimo per l'estate e come una sovrastima del tepore invernale: Montevarchi sta nel Valdarno e Radda a 535 metri.
L'estate è calda. Massime medie giornaliere di 27,2 °C a giugno, 30,9 °C a luglio e 30,1 °C ad agosto, con minime medie di 14,6, 16,8 e 16,4 °C.
L'inverno è freddo. Gennaio dà in media 8,2 °C di massima e 0,9 °C di minima; febbraio 10,4 e 1,8; dicembre 9,3 e 1,8. Il comune è in zona climatica E, 2.245 gradi giorno.
Primavera e autunno sono lunghi e sfruttabili. Aprile dà in media 18,5 °C di giorno, maggio 22,5, settembre 26,1 e ottobre 19,5: ed è per questo che qui le manifestazioni di cammino e di bicicletta cadono in primavera e in autunno e non d'estate.
Habitat e biodiversità
Questa è terra di bosco con le vigne ritagliate dentro, e le proporzioni contano. Gli 80,56 chilometri quadrati del comune salgono dai 280 agli 845 metri, e le quote alte — il Monte Querciabella, Badia a Montemuro a 706 metri — sono foresta e non vigneto.
Il nome della vetta è l'indizio. Querciabella è terra di querce, e i boschi di crinale del Chianti sono l'habitat che riempie tutto ciò che vigne e olivi non occupano.
Vite e olivo sono lo strato coltivato, e qui sono antichi. Il Chianti è un comprensorio di alte colline e monti dove il terreno faticosamente sottratto al bosco era usato con oculatezza; l'archeologia dei comuni vicini ha recuperato semi combusti che attestano la vitis vinifera in questa terra 2.300 anni fa, da un probabile rito di fondazione del villaggio a Poggio La Croce — che sta nel territorio di Radda.
Nelle fonti alla base di questa pagina non è pubblicato alcun elenco di specie, e qui non se ne inventa nessuno. Quello che un visitatore incontra è il margine fra bosco e vigna, ripetuto fra otto frazioni sparse e molto fianco di collina vuoto.
Fauna e uccelli
Considerate Radda una radura coltivata dentro una foresta. Il comune arriva agli 845 metri del Monte Querciabella e ospita solo 1.431 persone su 80,56 chilometri quadrati; la maggioranza non coltivata è bosco.
Ci vive la selvaggina. Le tenute di questo comprensorio descrivono esplicitamente i propri boschi come ambiente ideale per i diversi tipi di selvaggina che li popolano allo stato naturale, e in una tenuta chiantigiana il rapporto fra bosco e vigneto è tipicamente di parecchie volte.
Lo spopolamento ha restituito terreno al bosco. Lo spopolamento rurale toccò qui l'apice negli anni cinquanta, e il restauro di castelli, ville e casolari cominciò solo negli anni settanta: due decenni in cui moltissima coltivazione marginale è tornata indietro.
Nelle fonti alla base di questa pagina non è pubblicato alcun inventario faunistico. Qui non se ne dà nessuno. Il consiglio onesto è quello ordinario per la collina toscana: alba e tramonto al margine del bosco, e prudenza sulle strade di notte.
