Padova
Padova historical timeline
History
Origini
La Patavium romana fu tra le città più ricche dell'Italia settentrionale, arricchita dalla lana e dal commercio fluviale, e abbastanza grande da costruire l'anfiteatro i cui resti sorgono ancora accanto alla Cappella degli Scrovegni. La leggenda locale le attribuisce un fondatore ancora più antico, il troiano Antenore, la cui presunta tomba si trova in centro: identificazione medievale di un sarcofago assai più tardo, e buona illustrazione di quanto sul serio la città prendesse la propria antichità.
Punti di svolta
Nel 1222 un gruppo di studiosi lasciò Bologna per contrasti sulla libertà accademica e fondò qui un'università. Divenne l'istituzione che definisce la città: l'identità di Padova come luogo di discussione e di ricerca data da quell'anno e non è mai davvero venuta meno. Il Trecento portò al potere i Carraresi e, con loro, le commissioni che produssero i cicli di affreschi per cui la città è oggi conosciuta.
Personaggi influenti
Giotto dipinse la Cappella degli Scrovegni tra il 1303 e il 1305 circa e, così facendo, cambiò lo scopo stesso della pittura europea: figure dotate di peso, spazio dotato di profondità, volti dotati di emozioni riconoscibili. Quasi tre secoli dopo Galileo Galilei tenne la cattedra di matematica dal 1592 al 1610, elaborando qui gran parte del suo lavoro sul moto. Andrea Vesalio insegnò anatomia nella stessa università, pubblicando nel 1543 il libro che fondò l'anatomia moderna.
Evoluzione culturale
Venezia prese Padova nel 1405 e la tenne fino alla caduta della Repubblica nel 1797. Il dominio veneziano pose fine all'indipendenza cittadina ma protesse l'università, che la Repubblica usò come propria: una politica deliberata che mantenne Padova intellettualmente rilevante molto dopo che aveva smesso di esserlo politicamente. Seguirono il dominio austriaco e l'unione all'Italia nel 1866.
Significato attuale
La Seconda guerra mondiale danneggiò gravemente la città; un bombardamento del 1944 distrusse quasi tutti gli affreschi di Mantegna nella chiesa degli Eremitani, una delle perdite singole più gravi della pittura rinascimentale italiana. Ciò che sopravvisse, anzitutto la cappella di Giotto, è stato iscritto dall'UNESCO nel 2021 come Padova Urbs Picta, i cicli di affreschi trecenteschi distribuiti in otto edifici distinti: un riconoscimento per un corpus di opere anziché per un singolo monumento.