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Melfi

Melfi: Geografia

Melfi sta a circa 530 metri sul lato orientale del Monte Vulture, e il vulcano spiega quasi tutto della zona.

Il vulcano

Il Vulture è un vulcano spento che arriva a 1.326 metri, isolato sul margine orientale dell'Appennino e ben lontano dalla catena vulcanica tirrenica che ha prodotto il Vesuvio e l'Etna. L'ultima attività risale a decine di migliaia di anni fa. Ne resta un cono di lave e ceneri alterate, boscoso in alto e coltivato più in basso.

I laghi di cratere

Due laghi, Monticchio Grande e Monticchio Piccolo, riempiono crateri sul fianco meridionale, cinti da faggi e castagni. L'abbazia di San Michele è costruita nella parete sopra di essi, su una grotta.

Suolo vulcanico

Ceneri e tufi si alterano in un suolo scuro, ricco di minerali e capace di trattenere l'acqua: cosa insolita in una regione fatta soprattutto di argille e calcari. È il motivo per cui qui l'Aglianico dà ciò che dà, e per cui i versanti sono castagno e vite invece del grano spoglio dell'interno lucano.

L'acqua

La pioggia filtra nella roccia vulcanica ed esce in sorgenti attorno alla base, diverse delle quali imbottigliate. Il Vulture è una delle fonti di acqua minerale più importanti d'Italia.

Sul bordo della Puglia

Melfi sta vicino all'Ofanto, il fiume che drena questo versante appenninico verso l'Adriatico e che segna buona parte del confine con la Puglia. Il paese ha sempre guardato a est: il Tavoliere comincia entro mezz'ora, e le terre da grano oltre sono più vicine del resto della Basilicata. Rapolla, Venosa e Rionero stanno a poca strada sullo stesso grembo vulcanico.

I terremoti

È zona sismica attiva. Il paese è stato gravemente danneggiato più volte, soprattutto nel 1851 e poi nel 1930 e nel 1980: per questo sotto il castello di tessuto medievale ne resta così poco.

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