
Cosenza Guida alla Scoperta
Muoversi a Cosenza in Modo Intelligente
Cosenza ha uno dei centri storici medievali meglio conservati del Mezzogiorno d'Italia e quasi nessuno dentro. Sale su un colle tra due fiumi, ha una cattedrale con una tomba reale gotica francese e una stauroteca bizantina donata da Federico II, ed è la porta della Sila, l'altopiano boscoso che è il parco nazionale meno conosciuto del paese.
L'attrito è che il centro storico si svuota da decenni e in parte è chiuso o puntellato. La città moderna oltre il fiume è dove succede tutto.
Venite per quel contrasto e per ciò che vi frutta: una città medievale davvero intatta senza folla, sotto di essa la vita e la cucina di una vera città universitaria, e le montagne a mezz'ora. È il capoluogo meno turistico della Calabria e il più economico.
Come Vivere Cosenza
Salire il centro storico
Da piazza dei Bruzi su per i vicoli a gradini fino al castello. Ci vuole mezz'ora, è ripido, ed è tutto il senso dell'essere qui.
La Stauroteca
Al museo diocesano: una stauroteca bizantina in oro e smalti, donata alla città da Federico II alla consacrazione della cattedrale nel 1222.
La tomba di Isabella
Il monumento gotico di una regina di Francia in una cattedrale calabrese, scolpito da maestranze che qui non erano mai state.
Percorrere il corso
Corso Mazzini con le sculture, che è anche dove la città fa la spesa e si incontra.
Salire in Sila
Mezz'ora e un altro paese: pinete, laghi e i giganti della riserva di Fallistro, alcuni oltre i quaranta metri e di diversi secoli.
Mangiare nel centro storico
Meno scelta che in basso, ma chi c'è cucina cibo di Sila e non di mare.
Dove trovare il carattere culturale e storico autentico
Cosenza ha un'alta opinione della propria testa e una bassa opinione di come è stata trattata.
La tradizione intellettuale è reale — Telesio, l'Accademia, e oggi una delle maggiori università italiane alle porte — e produce un capoluogo con più librerie, più discussione e più impegno politico di quanto le dimensioni lascerebbero pensare.
Il centro storico è la ferita aperta. Tutti lo vedono svuotarsi, i soldi per il restauro arrivano lentamente, e le opinioni su di chi sia la colpa sono nette. Chi ci sale viene accolto con una mescolanza di piacere e una certa diffidenza verso lo sguardo che cerca il degrado pittoresco.
La città moderna in basso è ordinaria, indaffarata e meridionale, organizzata attorno al corso e alla sera.
L'identità calabrese qui è interna e non costiera: montagne, foresta ed emigrazione invece di spiagge, e la netta consapevolezza che il resto d'Italia si immagina questa regione come un litorale con dei problemi.
Profilo di Viaggio
- Famoso per A medieval old town almost nobody visits • The Stauroteca given by Frederick II in 1222 • Sculpture by De Chirico and Dali along the main street • Gateway to the Sila, Italy's least-known national park
- Stili di viaggio Turismo culturale • Storia • Fuori dai circuiti • Escursionismo • Enogastronomia • Sport invernali
- Ambienti di viaggio Città d’arte • Montagna • Foresta • Campagna
- Come spostarsi On the A2 motorway, about an hour from Lamezia Terme airport and two and a half from Reggio Calabria; fast trains to Rome and Naples are caught at Paola on the coast, forty minutes away, rather than in Cosenza itself; the modern city is flat and its main street pedestrian, the old town is a steep stepped climb, and the Sila needs a car outside the seasonal narrow-gauge tourist service
Consigli per un Viaggio Responsabile
Cosenza non subisce alcuna pressione turistica, e qui le scelte utili riguardano dove mettete i soldi e i piedi.
Spendete nel centro storico. Le poche attività rimaste là sopra sono quelle che lo tengono vivo, e la differenza tra mangiare sopra o sotto il fiume è tutto l'argomento.
Non entrate in edifici puntellati o chiusi. Una quota significativa del centro storico non è staticamente sicura, e questo è un versante con un reale problema di frane.
In Sila restate sui sentieri segnati, riportate indietro tutto e non raccogliete funghi senza conoscere le regole locali: la raccolta è regolata e controllata, e l'altopiano è parco nazionale.
D'estate il rischio di incendio nelle pinete è serio.
Comprate caciocavallo, patate e liquirizia dai produttori; l'economia della Sila è piccola e agricola e ha pochissimi altri sbocchi.
Quando Visitare Cosenza
Maggio e giugno sono i mesi migliori in città: caldi, verdi e prima che il caldo di valle si insedi.
Settembre e ottobre sono l'altra finestra, e sono la stagione della Sila: funghi, faggete che virano e aria limpida.
Luglio e agosto sono caldi in valle. In compenso la Sila è a mezz'ora e dieci gradi più in là, che è esattamente ciò che fanno i cosentini.
L'inverno è freddo e silenzioso in città, ed è stagione sciistica sull'altopiano sopra: combinazione strana e poco sfruttata.
Dicembre porta luminarie e mercatini lungo corso Mazzini, ed è quando la città moderna è più viva.
Il calendario universitario conta più di qualunque festa: da ottobre a giugno la città è nettamente più animata.
Livelli di Costo del Viaggio a Cosenza
Quanto si spende davvero a Cosenza
Cosenza è tra i capoluoghi più economici d'Italia, ed è una città universitaria, il che tiene mangiare e bere davvero a buon mercato. Non c'è alta stagione né alcun sovrapprezzo turistico. La Sila in stagione sciistica è l'unico momento in cui i prezzi si muovono, e di poco.