Tropea
Tropea: Cultura
La cultura di Tropea è quella di un paese meridionale piccolo, fiero, un tempo clericale, che oggi vive della propria immagine.
La Madonna di Romania
La patrona della cattedrale è un'icona della Vergine di stile bizantino, dal volto scuro, a cui si attribuisce la protezione del paese: dai terremoti, dalla peste e nel 1943 da due bombe. Le bombe stanno esposte a pochi metri da lei. Quale che sia il giudizio sul nesso, la devozione è del tutto autentica e il calendario del paese gira su di essa.
La cipolla rossa
La cipolla rossa di Tropea ha un marchio protetto e cresce lungo questa costa in terreno sabbioso. È insolitamente dolce e delicata, si mangia cruda, e finisce in tutto: insalata, confettura e gelato, e l'ultimo è meglio di come suona. È un prodotto agricolo serio e non un souvenir inventato per i visitatori, anche se attorno a essa di souvenir se ne sono inventati parecchi.
I palazzi
I portali lungo il Corso, in granito scolpito con le armi di famiglia, sono la firma della vecchia classe proprietaria, e leggerli lungo una sola strada è un corso rapido su chi contava qui.
La 'nduja
Dieci chilometri nell'interno, a Spilinga, si fa la 'nduja, un salame di maiale morbido e spalmabile carico di tanto peperoncino calabrese da risultare rosso acceso e davvero piccante. Si conserva senza freddo, ed è per questo che l'ha inventata un paese povero dell'interno; negli ultimi vent'anni è diventata il prodotto più noto della regione. Il peperoncino arrivò dalle Americhe e i calabresi lo adottarono più a fondo di chiunque altro in Italia.
Che cosa si mangia
Pesce spada e tonno dello Stretto, 'nduja di Spilinga a pochi chilometri nell'interno, pecorino, e la cipolla dappertutto.