Sorrento
How Was Sorrento Built
Il centro storico segue ancora la pianta romana: due assi principali che si incrociano ad angolo retto, con in mezzo una maglia fitta di vicoli. Quasi duemila anni di ricostruzioni non hanno spostato le strade, perché il ripiano edificabile è stretto e lo schema era già quello efficiente.
La città è fatta di tufo e sta sul tufo, una pietra vulcanica tenera che si taglia bene e indurisce all’aria. Questo ha reso economiche cantine, cisterne e scale nella roccia, ed è il motivo per cui qui la costa è verticale invece che digradante. Il Vallone dei Mulini, che entra fin dentro il centro, ospitò mulini ad acqua fino all’Ottocento, quando le colmate lo tagliarono fuori dal mare e lasciarono gli edifici sul fondo all’umidità.
Mura cinquecentesche racchiudono il centro antico, costruite dopo l’incursione turca e che in alcuni tratti inglobano murature di età greca. Il Sedile Dominova, loggia aperta e affrescata del Quattrocento dove si riuniva la nobiltà, è l’unico edificio del genere rimasto in Campania.
L’aggiunta più recente è la meno architettonica e la più usata: i lidi, pontili di legno a sbalzo sopra gli scogli, ricostruiti ogni pochi anni perché una spiaggia non c’è dove metterla.