Ravenna
Ravenna: Cultura
Il mosaico non è solo l’eredità di Ravenna ma un mestiere che lavora. La città ha scuole di mosaico, laboratori di restauro e artisti in attività, e la tecnica che si insegna è quella del VI secolo: tessere di vetro posate ad angoli voluti perché la superficie prenda la luce in modo irregolare, ed è per questo che gli originali sembrano muoversi mentre ci si passa davanti.
Dante è l’altra presenza. Qui ha finito il Paradiso e qui è morto, e la tomba è un piccolo tempietto neoclassico che Firenze — che lo aveva esiliato sotto minaccia del rogo — non è mai riuscita a farsi restituire.
Il Ravenna Festival, a giugno e luglio, porta opera e musica sinfonica dentro le basiliche e all’aperto, e suonare dentro questi edifici è il punto, non un espediente.
La cucina è romagnola e non emiliana, e la differenza è reale: la piadina, cotta sul testo e piegata su squacquerone e rucola; i cappelletti in brodo; il pesce dell’Adriatico alla griglia sulla costa; e l’Albana, che nel 1987 è stato il primo bianco italiano a ottenere la DOCG.