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Acropoli di Alatri in Alatri - Goparoo

Acropoli di Alatri

Acropoli di Alatri cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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L'acropoli è la cosa più antica di Alatri e la meno saldamente datata. La sua cinta di megaliti poligonali racchiude 19.000 metri quadrati sulla sommità del colle, e le datazioni pubblicate vanno da prima del 1539 a.C. al III secolo a.C. Quel che segue è documentato: un censore romano la dotò d'acqua, un quartiere medievale vi crebbe dentro e fu demolito per ordine, un vescovado prese il posto di quel quartiere, e la visita di un papa pagò la strada che ancora la circonda. Alla Porta Maggiore l'architrave di 27 tonnellate sopra la testa è senza data; la scalinata sotto i piedi è del 1843.

Cronologia

  1. 550 a.C. ca. Aletrium si unisce a Veroli, Anagni e Ferentino in una lega difensiva ernica contro Volsci e Sanniti. L'acropoli è la cittadella della città della lega, e le sue mura sono l'unica struttura di quell'alleanza ancora in piedi.
  2. 530 a.C. Gli Ernici si alleano con la Roma di Tarquinio il Superbo. L'influenza etrusca compare nell'archeologia del sito a partire da quest'epoca.
  3. 306 a.C. Roma sconfigge Alatri e le impone la cittadinanza. La città diventa municipium -- lo è ai tempi di Cicerone e resta tale per tutta l'età imperiale -- cosicché l'acropoli perde la funzione militare e mantiene quella sacra.
  4. II secolo a.C. Il censore Lucio Betilieno Varo fa costruire una serie di opere pubbliche e le registra in un'epigrafe. Una è un lacus ad portam, e la cisterna rinvenuta accanto alla Porta Maggiore durante recenti lavori su via Gregoriana -- poi reinterrata -- si ritiene sia quella.
  5. Benedetto soggiorna brevemente nella comunità monastica che il patrizio Liberio aveva promosso qui sotto Teodorico, fra le più antiche d'Occidente.
  6. Le truppe di Totila saccheggiano e distruggono Alatri durante la guerra gotica. Le mura sopravvivono a ciò che la città non supera, e sarà così per quindici secoli.
  7. Il quartiere cresciuto dentro l'acropoli fortificata viene distrutto per ordine del rettore di Campagna e Marittima, dopo la cacciata di Francesco de Ceccano che l'aveva occupata. Di quelle case restano solo rovine; da qui in avanti il recinto porta la cattedrale e il vescovado e nient'altro.
  8. 1337-1342 Il vescovado viene riedificato. Nei sotterranei ospita una prigione, e il giardino murato accanto funge da cimitero.
  9. Per la visita di Gregorio XVI i cittadini di Alatri lavorano dieci giorni consecutivi a ripulire le mura e ad aprire un accesso alla città alta, tracciando la strada che percorre tutto il perimetro. Viene intitolata via Gregoriana in suo onore, e la scalinata che sale alla Porta Maggiore è della stessa campagna.
  10. Il cimitero nel giardino del vescovado cessa di funzionare. Il giardino murato è ancora lì, a ridosso del palazzo.
  11. Novecento Lunghi filari di alberi vengono piantati sulla spianata interna, e a ridosso della cattedrale si erige un edificio in pietra per occultare un serbatoio dell'acqua. Da allora l'acropoli è il parco del paese.

Conservazione e restauri

Nulla ha dovuto salvare queste mura, ed è questa la parte insolita. Sono megaliti posati a secco, cavati dal colle su cui stanno e incastrati senza calce né cemento, e hanno superato il sacco gotico del 543, la demolizione del quartiere interno nel 1326 e ogni ricostruzione sulla sommità. Le due porte sono integre, compreso il corridoio della Porta Minore con i suoi nove monoliti aggettanti.

L'Ottocento ha cambiato l'esperienza del sito più che il sito stesso. La campagna del 1843 liberò la cinta dalla vegetazione, aprì un accesso alla città alta e realizzò la strada perimetrale, e la scalinata della Porta Maggiore le appartiene: l'approccio che il visitatore usa è ottocentesco, non antico. Ferdinand Gregorovius, passato di qui poco dopo, scrisse con ammirazione della portata e dello stato di conservazione del recinto. Il Novecento ha aggiunto gli alberi e il serbatoio mascherato.

Ciò che si sta perdendo sono le incisioni. I tre falli sopra la Porta Minore sono descritti come deteriorati dal tempo, e la figura alata sulla pietra angolare di base del Pizzale è consumata abbastanza da essere letta anche come globo solare: la disputa sull'immagine è in parte una disputa su quanto ne resti.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.