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Palazzo di Bonifacio VIII

Palazzo di Bonifacio VIII cronologia storica

Ultimo aggiornamento il 9 ottobre 2026
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Il palazzo porta il nome di un papa che non ne fu proprietario se non al terzo anno di pontificato, e che in città abitava altrove. La sua storia vera è quella di Gregorio IX: una residenza papale duecentesca tanto sontuosa che un imperatore la usò come prova a carico di chi l'aveva costruita.

Cronologia

  1. 1100-1200 Sul sito stanno due dimore della fine del XII secolo, e una linea fortificata altomedievale con due torri viene inglobata nel corpo principale. Le unità di misura impiegate sono francesi, il che è stato letto come indizio di manodopera francese giunta con i cistercensi, che proprio allora stavano erigendo lì vicino l'abbazia di Fossanova.
  2. Innocenzo III consacra Fossanova. Il nesso cistercense sostiene l'ipotesi che la struttura più antica qui fosse sua.
  3. entro il 1225 Ugolino Conti costruisce la propria residenza su un terreno del padre Mattia, completandola entro il primo quarto del secolo, in un periodo di intensa attività edilizia in tutta Anagni. Il complesso è abbastanza rilevante da essere detto maius.
  4. Ugolino è eletto papa come Gregorio IX. Assegna la propria eredità, palazzo compreso, alla nipote Maria, figlia del fratello Adinolfo, riservando per sé e per i familiari la possibilità di abitarlo.
  5. Il primo settembre, dopo la Pace di San Germano e il ritiro della scomunica imperiale, Gregorio IX e Federico II siedono qui insieme a mensa, con splendido concorso di principi e maggiorenti invitati, a sancire la riconciliazione.
  6. Dopo una nuova rottura, Federico scrive a Gregorio che il papa ha dimenticato la povertà di Pietro, e porta a prova proprio questa residenza di Anagni, una reggia sfarzosa fatta costruire per sé.
  7. Innocenzo IV, eletto ad Anagni nel 1243, riceve gli ambasciatori del Regno di Sicilia in palatio domini Matthiae, alla presenza dei cardinali e del popolo. Il palazzo è passato a Mattia, figlio di Maria.
  8. 1283 Benedetto Caetani, futuro Bonifacio VIII, avvia con i parenti ad Anagni una campagna di acquisti che si chiude con la famiglia padrona dell'intero quartiere Castello. Accanto a essa commissiona Palazzo Traietto, la Cappella Caetani sul fianco meridionale della cattedrale nel 1292, la residenza dei canonici e l'ampliamento dell'episcopio.
  9. Adinolfo e Nicola, figli di Mattia de Papa, vendono — o sono costretti a vendere — il palazzo a Pietro Caetani, nipote del papa. Bonifacio è pontefice da tre anni.
  10. Il 7 settembre oltre mille mercenari guidati da Giacomo Sciarra Colonna raggiungono Bonifacio VIII ad Anagni, entrando dalle porte aperte dai traditori del papa, tra cui i pronipoti di Gregorio IX. Sciarra ne chiede l'abdicazione; Bonifacio rifiuta — "Ecco il collo, ecco la testa! Riconosco il primogenito di Satana" — e si narra sia stato colpito. La sua residenza in città è Palazzo Traietto, non questo edificio.
  11. Il palazzo esce dalle mani dei Caetani per lascito testamentario del marchese Orazio, passando agli Astalli, imparentati per via matrimoniale.
  12. Tiberio, ultimo degli Astalli, muore indebitato. L'Opera delle Suore Cistercensi della Carità riscatta l'edificio e lo annette alla propria Casa Madre settecentesca; le sale diventano granai, educandato, convitto e una casa famiglia.
  13. Giuseppe Marchetti Longhi, topografo e archeologo, costituisce una mostra permanente su Bonifacio VIII e il Giubileo del 1300, e lega il complesso, impropriamente, all'ultimo papa anagnino. Il nome resta all'edificio.
  14. L'esposizione si amplia con reperti archeologici e documenti storici e viene battezzata Museo bonifaciano e del Lazio meridionale, prima realtà museale di Anagni aperta al pubblico.
  15. 2000 La collezione diventa una sezione distinta dentro il più ampio museo del palazzo, che valorizza la struttura architettonica e la natura religiosa dell'edificio, con nuovi percorsi di visita del complesso storico.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.