
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026Ciò davanti a cui si trova un visitatore a Castel Gandolfo è un edificio che ha cambiato mestiere quattro volte. Un castello del Duecento divenne proprietà papale a saldo di un debito, Carlo Maderno ne fece un palazzo d'estate per Urbano VIII, i papi smisero di venirci per sessant'anni per una controversia territoriale con l'Italia, e nel 2016 il palazzo divenne museo: aperto, ed è decisivo, senza una sola modifica strutturale. È quell'omissione che ne ha permesso la restituzione: da luglio 2026 è di nuovo la residenza estiva del papa, e i Musei Vaticani pubblicano un calendario di chiusure per dire quando.
Cronologia
- 81-96 L'imperatore Domiziano ha una residenza su questo terreno. I giardini papali ne occupano il sito, perciò i terrazzamenti e l'affaccio sul lago Albano furono prima una scelta imperiale.
- XIII secolo Qui viene costruito un castello: l'edificio che il Vaticano acquisirà più tardi.
- Il Vaticano acquisisce il castello a saldo di un debito della famiglia Savelli. Entra nel patrimonio papale come credito inesigibile e non come acquisto.
- Urbano VIII inizia a usare, in primavera, il palazzo che Carlo Maderno -- l'architetto che ultimò San Pietro -- aveva progettato per lui. Da allora circa metà dei suoi successori ha usato le proprietà come residenza estiva.
- 1870-1929 In contrasto con l'Italia sulle rivendicazioni territoriali, i papi non lasciano affatto il Vaticano, e il palazzo d'estate resta inutilizzato per due generazioni.
- I Patti Lateranensi fanno del palazzo, e della Villa Barberini che Pio XI aggiunse al complesso, proprietà extraterritoriali della Santa Sede: territorio italiano, proprietà papale, esente da imposte italiane ed espropri, chiuso alle autorità italiane senza consenso.
- Pio XI, dopo aver fatto ammodernare le strutture, riprende a usare il ritiro dopo il vuoto di sessant'anni.
- Un numero imprecisato di rifugiati ebrei trova ricovero nel palazzo sotto la protezione della Santa Sede, e molte persone usano il sito come rifugio dai bombardamenti alleati: più di 500 muoiono in uno di quegli attacchi. La linea extraterritoriale era protezione reale e non era assoluta.
- Pio XII muore nel palazzo.
- Paolo VI muore nel palazzo, secondo papa a farlo in vent'anni. Giovanni Paolo II vi farà costruire una piscina, che attira critiche e fotografi.
- Benedetto XVI vi vola alla conclusione del suo pontificato il 28 febbraio, è raggiunto da Francesco per il pranzo il 23 marzo e rientra in Vaticano il 2 maggio. A giugno Francesco annuncia che non passerà l'estate qui, e il 7 dicembre nomina Osvaldo Gianoli direttore delle Ville Pontificie.
- Il Vaticano apre i Giardini Barberini a visitatori paganti con visite guidate la mattina, tutti i giorni tranne la domenica. Si visitano ancora così.
- L'11 settembre inizia un servizio ferroviario pubblico dal Vaticano a Castel Gandolfo, su un treno prima riservato al papa. Prima della fine dell'anno i prodotti agricoli della tenuta, fino allora disponibili solo ai dipendenti vaticani, vanno in vendita al pubblico, e Benedetto vi trascorre due settimane di vacanza su invito di Francesco.
- Il palazzo stesso viene aperto alla visita del pubblico il 21 ottobre, senza subire alcuna modifica strutturale. Il sindaco di Castel Gandolfo si attende che la conversione sia difficile da invertire.
- Un comunicato della Prefettura della Casa Pontificia del 17 giugno restituisce al palazzo lo statuto di luogo di residenza papale, e dal 6 luglio Leone XIV inizia un soggiorno di sei settimane, però nella Villa Barberini, essendo l'edificio principale ancora un museo.
- I problemi di sicurezza alla Villa Barberini risolvono la questione. Lavori minori da maggio rendono abitabile il palazzo ufficiale, e dal 5 luglio Leone XIV soggiorna nell'edificio principale: sedicesimo papa a passare l'estate nella residenza estiva ufficiale dei pontefici, e la ragione per cui i Musei pubblicano ora date di chiusura.
Conservazione e restauri
La decisione conservativa decisiva è stata presa qui nel 2016 ed è stata una decisione di non intervenire. Quando il palazzo fu aperto alla visita del pubblico il 21 ottobre di quell'anno, lo fu senza subire alcuna modifica strutturale. Il sindaco di Castel Gandolfo riteneva che questo rendesse il museo definitivo -- «il fatto che il palazzo sia ora un museo renderà difficile un'inversione in futuro» -- e si è verificato l'opposto. Poiché nulla era stato inciso nell'edificio per esporlo, lavori minori a partire dal maggio 2026 sono bastati a renderlo di nuovo abitabile, e un decennio di uso museale è finito senza perdite.
Il danno vero a questa tenuta è venuto dall'aria. I bombardamenti alleati del 1944 uccisero più di 500 persone in un solo attacco su un sito che la gente stava usando come rifugio, sotto una protezione della Santa Sede che aveva accolto anche un numero imprecisato di rifugiati ebrei. Il complesso sopravvisse per continuare come ritiro papale.
L'altra lunga interruzione è stata politica più che fisica: fra il 1870 e il 1929 i papi non lasciarono il Vaticano, perciò il palazzo restò inutilizzato per sessant'anni finché Pio XI non lo ammodernò e riprese a usarlo nel 1934. Da allora la protezione è giuridica quanto fisica: extraterritorialità in forza dei Patti Lateranensi, esenzione da imposte italiane ed espropri, e divieto alle autorità italiane di entrare senza il consenso della Santa Sede.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.