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Necropoli della Banditaccia in Cerveteri - Goparoo

Necropoli della Banditaccia

Necropoli della Banditaccia caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 8 ottobre 2026
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Necropoli della Banditaccia site plan

Il cimitero

La Banditaccia copre 400 ettari, dei quali 10 visitabili, e contiene circa mille tombe. È la più grande necropoli antica dell'area mediterranea, e significa che la parte visitabile è un venticinquesimo di quello che c'è. Il nome non ha nulla di funerario: viene dal bando, cioè dall'affitto di queste aree di terreno alla popolazione di Cerveteri da parte dei proprietari locali.

Le strade

Il fatto che organizza tutto è che è impostata come un abitato. Due strade attraversano l'area visitabile, la Via dei Monti Ceriti e la Via dei Monti della Tolfa, entrambe del VI secolo a.C., e lungo di esse le tombe più tarde si allineano in lunghe file: le cosiddette tombe a dado, semplici blocchi squadrati disposti come case su una via. Quasi tutte le tombe sono ricavate nel tufo, e quasi tutte richiamano nei dettagli l'architettura greca.

I tumuli

L'altro tipo principale è il tumulo: cumuli circolari innalzati sopra camere scavate nella roccia, spesso assai grandi, e sono loro a dare al sito il profilo che si vede da lontano. La successione delle forme è già una cronologia. Le tombe più antiche, del IX secolo a.C. e di cultura villanoviana, sono pozzetti che accolgono le ceneri dei defunti, con fra esse semplici buche; le più tarde arrivano al III secolo a.C.

Le tombe con un nome

Fra le più importanti ci sono la tomba Regolini-Galassi, con ricchi corredi d'oro della metà del VII secolo a.C.; la Tomba dei Capitelli e la Tomba degli Scudi e delle Sedie, entrambe della metà del VI; la Tomba dei Leoni Dipinti del 620 a.C.; e di età tarda la Tomba dei Rilievi, la Tomba delle Onde Marine e la Tomba dell'Alcova, fra IV e II secolo a.C. Fra le camere con un nome ci sono anche la Tomba della Capanna, la Tomba dei Vasi Greci, la Tomba dei Doli e la Tomba Calabresi.

Punti salienti

La Tomba dei Rilievi

IV-II secolo a.C. La camera più nota della necropoli, e quella che sostiene la tesi dell'intero sito: una tomba scavata e modellata per sembrare una stanza arredata.

La tomba Regolini-Galassi

Metà del VII secolo a.C., la più ricca d'oro fra quante ne siano state trovate qui: il genere di deposito che spiega perché le tombe di Cerveteri siano state svuotate tanto a fondo e tanto presto.

La Tomba degli Scudi e delle Sedie

Metà del VI secolo a.C. Una delle affermazioni più chiare del principio che regge il sito: la camera riproduce gli arredi di una casa, ed è così che un'architettura costruita in materiale deperibile sopravvive nella pietra.

La Tomba dei Leoni Dipinti

620 a.C., e un promemoria che Cerveteri non è del tutto priva di pittura, benché la necropoli affrescata della coppia sia Tarquinia e non questa.

La Tomba dei Capitelli

Metà del VI secolo a.C., dal nome dei capitelli scolpiti dei suoi sostegni.

La Via dei Monti Ceriti e la Via dei Monti della Tolfa

VI secolo a.C. Le due strade dell'area visitabile, con le tombe a dado schierate in file lungo i loro lati. Sono la ragione per cui tutto questo si legge come urbanistica e non come cimitero.

I tumuli

Cumuli circolari innalzati sopra camere scavate nella roccia, forma dominante nelle fasi più antiche e sagoma che dà alla necropoli il suo profilo.