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Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio: Cultura

La cultura di Civita è una domanda più che una tradizione: che cosa diventa un paese quando non ci abita quasi nessuno. I residenti stabili sono pochissimi, gli edifici in gran parte restaurati, e quasi tutti quelli che ci lavorano attraversano il ponte ogni mattina per aprire le attività.

Ne nasce una situazione insolita, e il paese è onesto al riguardo. Il biglietto non è una tassa di soggiorno travestita: è vincolato alle opere, e le cifre si discutono pubblicamente. Civita viene usata a livello internazionale come caso di studio proprio per questo.

La cucina è quella della Tuscia, della valle e dell’altopiano più che della rupe: bruschetta con l’olio nuovo, lombrichelli, legumi, e i piatti di ceci e fagioli della riva di Bolsena. Il frantoio dentro il paese è scavato nel tufo ed è una delle poche tracce rimaste di lavoro ordinario.

Il paese è stato usato più volte come set, e — cosa che per i suoi numeri conta di più — si ritiene diffusamente che abbia ispirato la rappresentazione animata di un paese sospeso nel cielo: una connessione spesso affermata e mai confermata dallo studio in questione.

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