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Basilica di Santa Prassede in Roma - Goparoo

Basilica di Santa Prassede

Basilica di Santa Prassede caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2026
8.5 /10
Punteggio Goparoo
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Basilica di Santa Prassede site plan

La chiesa

La porta la supererete senza accorgervene. Santa Prassede non ha una piazza davanti né una facciata in mostra: l’ingresso è una semplice apertura in un muro, su una strada stretta dietro Santa Maria Maggiore, larga quanto una vetrina e senza nulla che dica che cosa ci sia dentro.

Oltre, la chiesa è una basilica a tre navate, larga e in penombra, con le navate divise da pilastri e la centrale che corre dritta in fondo. L’occhio ci va subito, perché l’abside è d’oro: una semicupola di mosaico con una figura stante al centro e una figura alta per lato, su fondo oro piatto e con una fascia blu scuro in basso. Sull’arco davanti, due schiere di piccoli uomini in piedi, dodici per lato, ciascuno con una corona sollevata.

Inserito nel pavimento, a metà percorso, c’è un disco di pietra rosso scuro, lucido, grande come un tombino: l’unica cosa sul pavimento che non sia pavimento.

La stanza per cui siete venuti è a destra, pochi passi dopo l’ingresso, dietro una porta bassa incorniciata da due colonne antiche; è facile superare anche quella. Dentro c’è una camera quadrata larga quattro passi, senza finestre, e ogni sua superficie — le quattro pareti e la volta — è coperta di mosaico su oro. Figure stanti in vesti bianche e ocra riempiono le pareti spalla contro spalla. Sulla volta, quattro angeli stanno sugli angoli e alzano le braccia a reggere un medaglione circolare con dentro una testa e due spalle, così che l’intero soffitto è un solo gesto portato da quattro figure. Non c’è luce naturale: quello che l’oro fa, lo fa con la luce che entra dalla porta alle vostre spalle, ed è per questo che la stanza ripaga chi vi sta fermo.

Punti salienti

La cappella di San Zenone

La cappella funeraria che Pasquale I costruì per la madre Teodora, e che Turismo Roma dice il più importante monumento bizantino conservato a Roma. Mosaici con figure di santi sulle pareti; il Salvatore entro un medaglione sulla volta. Una stanzetta senza finestre, da leggere piano.

Il mosaico absidale

Gesù al centro, affiancato dai santi Pietro e Paolo, dalla campagna di Pasquale del 828 circa.

L’arco absidale

Dodici uomini per lato con corone di vittoria.

Il disco di porfido

Inserito nel pavimento, segna un pozzo dove, secondo la leggenda, santa Prassede raccolse i resti e il sangue dei martiri.

La colonna della flagellazione

Portata a Roma dal cardinale Giovanni Colonna nel 1223. L’opera di riferimento nota che le reliquie medievali di questo tipo mancano di autenticità indiscutibile, non essendoci prove forensi.

Il busto del vescovo Santoni, di Bernini

Giovanni Battista Santoni morì nel 1592; il busto è datato al 1612 circa ed è descritto da Turismo Roma come la prima opera scultorea di Bernini.