
Cimitero Acattolico
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Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Panoramica
Il Cimitero Acattolico — detto anche Cimitero dei protestanti o Cimitero degli inglesi — è un cimitero privato nel rione Testaccio, a Roma. Si trova presso Porta San Paolo e addossato alla Piramide Cestia, una piccola piramide di forma egizia costruita come tomba fra il 18 e il 12 a.C. e poi inglobata nel tratto delle Mura Aureliane che segna il confine del cimitero.
È il luogo di sepoltura degli acattolici morti a Roma o altrove in Italia: non solo protestanti e non solo britannici. La più antica sepoltura conosciuta è quella di un dottor Arthur, medico protestante di Edimburgo, nel , e l’ente lo descrive come un cimitero attivo da allora, con oltre 6.000 sepolture.
Le due tombe più visitate sono quelle dei poeti inglesi John Keats, morto a Roma a venticinque anni, e Percy Bysshe Shelley, annegato al largo della costa italiana l’anno successivo. C’è anche il pittore russo Karl Brjullov. E un piccolo numero di italiani, sepolti qui per essere stati in un modo o nell’altro stranieri in patria: Antonio Gramsci, Emilio Lussu, Carlo Emilio Gadda, Dario Bellezza, Luce d’Eramo, il romanziere Andrea Camilleri (2019) e l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (2023).
Fra le tombe crescono cipressi mediterranei, melograni e un prato d’erba, e sulle lapidi non ci sono fotografie.
Introduzione
Il Cimitero Acattolico — detto anche Cimitero dei protestanti o Cimitero degli inglesi — è un cimitero privato nel rione Testaccio, a Roma. Si trova presso Porta San Paolo e addossato alla Piramide Cestia, una piccola piramide di forma egizia costruita come tomba fra il 18 e il 12 a.C. e poi inglobata nel tratto delle Mura Aureliane che segna il confine del cimitero.
È il luogo di sepoltura degli acattolici morti a Roma o altrove in Italia: non solo protestanti e non solo britannici. La più antica sepoltura conosciuta è quella di un dottor Arthur, medico protestante di Edimburgo, nel , e l’ente lo descrive come un cimitero attivo da allora, con oltre 6.000 sepolture.
Le due tombe più visitate sono quelle dei poeti inglesi John Keats, morto a Roma a venticinque anni, e Percy Bysshe Shelley, annegato al largo della costa italiana l’anno successivo. C’è anche il pittore russo Karl Brjullov. E un piccolo numero di italiani, sepolti qui per essere stati in un modo o nell’altro stranieri in patria: Antonio Gramsci, Emilio Lussu, Carlo Emilio Gadda, Dario Bellezza, Luce d’Eramo, il romanziere Andrea Camilleri (2019) e l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (2023).
Fra le tombe crescono cipressi mediterranei, melograni e un prato d’erba, e sulle lapidi non ci sono fotografie.
Architettura
L’architettura è la Piramide, e c’era prima. La Piramide Cestia fu costruita come tomba fra il 18 e il 12 a.C., in uno stile egizio per breve tempo di moda a Roma, e le Mura Aureliane vi furono poi fatte convergere: il confine del cimitero è dunque una fortificazione del III secolo con incastonata una tomba del I secolo a.C. Le sepolture si sono accumulate contro quella.
Nulla qui è stato progettato nell’insieme. Il terreno era prato pubblico, le sepolture restarono ufficiose per un secolo, e l’assetto è quello che cent’anni di decisioni individuali hanno prodotto. Il fossato del diede un margine alla parte più antica; i cipressi che oggi definiscono il luogo furono piantati più tardi ancora, dopo un periodo in cui vi cresceva solo agrifoglio.
L’arte sta nei monumenti. Il più noto è l’Angelo del dolore, scolpito dall’americano William Wetmore Story sulla tomba che condivide con la moglie Emelyn: una figura alata riversa bocconi sul sepolcro, fra le sculture funerarie più imitate al mondo. August von Goethe, figlio del poeta, ha un monumento con un medaglione di Bertel Thorvaldsen. Rosa Bathurst, annegata nel Tevere a sedici anni, uno di Richard Westmacott.
E una regola definisce l’aspetto dell’insieme: sulle lapidi non ci sono fotografie. In un cimitero italiano quell’assenza è la prima cosa che un romano nota.
Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo
Non fu costruito. Fu permesso, e poi si accumulò. Il diritto canonico vietava di seppellire in terra consacrata gli acattolici — protestanti, ebrei, ortodossi — e i suicidi. Nel il Sant’Uffizio acconsentì che gli acattolici morti a Roma fossero risparmiati dall’onta del Muro Torto, e furono gli acattolici stessi a scegliere questo punto: terreno pubblico accanto alla Piramide Cestia, detto «i prati del popolo romano», dove i mandriani pascolavano il bestiame.
Per un secolo non ebbe alcun riconoscimento. La più antica sepoltura conosciuta è del . I funerali si tenevano di notte, per evitare manifestazioni di fanatismo religioso e tutelare i presenti; l’eccezione del , quando Sir Walter Synnot seppellì la figlia di giorno sotto scorta, si ricorda proprio perché fu un’eccezione. Le autorità pontificie se ne disinteressarono fino a fine Settecento, e un custode fu nominato solo negli anni 1820. L’indifferenza aveva una sua logica: in un mondo in cui l’unica sepoltura che contasse avveniva in chiesa, un cimitero per sepolture acattoliche non sembrava un privilegio da regolamentare.
Il luogo fisico venne dopo le tombe. A inizio Ottocento non c’erano muri, recinti né piantumazioni: solo agrifoglio, e sepolcri sparsi in aperta campagna. Il fossato del racchiuse la parte più antica. I cipressi che oggi danno carattere al cimitero furono piantati in seguito. Croci e iscrizioni restarono vietate fino al .
È stato diviso per nazione quanto per fede. A lungo vi furono fosse comuni per Germania, Grecia, Svezia e Romania. Dal 2011 la custodia e la gestione del cimitero sono affidate ai rappresentanti stranieri in Italia: ed è per questo che un cimitero in mezzo a Roma è retto da ambasciate straniere e finanziato dalle monete lasciate dai visitatori.
Domande Frequenti
Serve un biglietto? No. È un cimitero privato e non si paga l’ingresso, ma il Cimitero chiede a ogni visitatore un contributo di almeno €5,00 per le spese di gestione. Portate contanti.
Quali sono gli orari? Da lunedì a sabato 9.00-17.00, ultimo ingresso 16.30. Domenica e festivi 9.00-13.00, ultimo ingresso 12.30. Chiude inoltre a Natale, Capodanno ed Epifania.
Ci sono visite guidate? Al momento no. Si possono concordare visite di gruppo — massimo 14 visitatori, con due o tre settimane di preavviso scrivendo a mail@cemeteryrome.it — ma il Cimitero non offre visite guidate per ora.
Si possono fare fotografie? Ai visitatori individuali si chiede di limitarle il più possibile e di non pubblicarle sui social. L’accompagnatore di un gruppo prenotato si impegna a non farle pubblicare online affatto.
Chi è sepolto qui? John Keats e Percy Bysshe Shelley; il pittore Karl Brjullov; August von Goethe; lo scultore William Wetmore Story sotto il suo Angelo del dolore; Antonio Gramsci, Carlo Emilio Gadda, Dario Bellezza, Luce d’Eramo, Emilio Lussu, Andrea Camilleri e Giorgio Napolitano; e altre seimila persone circa.
Perché c’è una piramide? La Piramide Cestia fu costruita come tomba fra il 18 e il 12 a.C., quando lo stile egizio era per breve tempo di moda a Roma, e fu poi inglobata nelle Mura Aureliane che delimitano il cimitero. Era qui circa diciassette secoli prima della prima sepoltura.
Quanti anni ha il cimitero? La più antica sepoltura conosciuta è del 1716 — un medico protestante di Edimburgo di nome Arthur — il che ne fa uno dei più antichi d’Europa ancora in uso.
È accessibile in carrozzina? L’ente non pubblica informazioni su accessi, percorsi o pendenze. Contattate direttamente il Cimitero invece di affidarvi a descrizioni di seconda mano.
E i gatti? Vivono dentro e attorno al cimitero e sono nutriti e accuditi dai volontari de I Gatti della Piramide, l’associazione che gestisce il rifugio felino accanto alla Piramide.
Guarda Cimitero Acattolico attraverso le foto dei viaggiatori →