
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea Cronologia Storica
Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026Fondata prima di avere un edificio, ospitata in uno costruito apposta e raddoppiata dallo stesso architetto vent’anni dopo.
Cronologia
- — la galleria è fondata su iniziativa dell’allora ministro Guido Baccelli, dedicata all’arte moderna e contemporanea. Impatto strutturale: ancora nessuno: l’istituzione esiste prima della sua sede. Cosa si vede oggi: una collezione formata secondo un indirizzo nazionale e non ereditata da una famiglia.
- 1911-1915 — l’edificio attuale è progettato da Cesare Bazzani e costruito in viale delle Belle Arti, vicino a Villa Giulia. Impatto strutturale: una galleria nazionale costruita allo scopo, cosa di per sé insolita a Roma. Cosa si vede oggi: la facciata, con i fregi di Ermenegildo Luppi, Adolfo Laurenti e Giovanni Prini e le quattro figure della Fama con corone bronzee di Adolfo Pantaresi e Albino Candoni.
- — Bazzani amplia il museo e ne raddoppia le dimensioni. Impatto strutturale: l’edificio raggiunge grosso modo l’estensione attuale sotto il suo architetto originario. Cosa si vede oggi: un edificio coerente e non un rattoppo, perché a farne entrambe le metà è stata la stessa mano.
- — si inaugura un nuovo edificio di Luigi Cosenza. Impatto strutturale: nuovi spazi espositivi. Cosa si vede oggi: per molto tempo, poco — si veda sotto.
- — l’edificio di Luigi Cosenza chiude per motivi di sicurezza, dieci anni dopo l’apertura. Impatto strutturale: il museo perde un’ala. Cosa si vede oggi: il motivo per cui la superficie utilizzabile si è ridotta per vent’anni.
- 1999-2003 — un progetto degli architetti Diener & Diener, elaborato nel 1999 e nel 2000, viene sospeso nel 2003. Impatto strutturale: nessuno realizzato. Cosa si vede oggi: un edificio che ha passato una generazione ad aspettare una decisione.
- — si eseguono i lavori per rendere agibile l’edificio di Luigi Cosenza. Impatto strutturale: l’ala chiusa torna in servizio. Cosa si vede oggi: un museo che ha recuperato solo di recente spazi persi nel 1998.
Verificato su Wikipedia, settembre 2026.