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Musei Capitolini in Roma - Goparoo

Musei Capitolini

Musei Capitolini Cronologia Storica

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
8 /10
Valutazione editoriale
/10
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Una collezione donata a una città, aperta al pubblico due secoli e mezzo più tardi e depredata più volte nel frattempo.

Cronologia

  1. — il Tabularium, da tempo abbandonato, viene scelto come sede del Comune di Roma. Conseguenza: il colle diventa sede del governo civico e non papale, ed è la ragione per cui qui nasce un museo civico. Cosa si vede oggi: lo stesso edificio è il municipio più antico del mondo, e ci si passa dentro per andare da un palazzo all’altro.
  2. — Sisto IV dona al popolo romano una raccolta di bronzi antichi provenienti dal Laterano. Conseguenza: è il nucleo fondativo, e il motivo per cui il museo si dice pubblico dall’origine e non dall’apertura. Cosa si vede oggi: da questo gruppo vengono la Lupa Capitolina e lo Spinario.
  3. — si acquistano tre grandi rilievi con scene della vita di Marco Aurelio. Conseguenza: la collezione comincia ad acquistare e non solo a ricevere. Cosa si vede oggi: i rilievi sono esposti nel Palazzo dei Conservatori.
  4. — gli ambasciatori veneziani definiscono le raccolte capitoline “le più belle e le più famose del mondo”. Conseguenza: la fama è precoce e non retrospettiva. Cosa si vede oggi: nulla di materiale, ma è il momento in cui la collezione diventa qualcosa per cui si viene a Roma dall’estero.
  5. — Pio V dona trenta statue dal Belvedere, ritenendo inopportuno che il successore di Pietro conservasse in casa idoli pagani. Conseguenza: un trasferimento in blocco di scultura classica dal Vaticano alla raccolta civica. Cosa si vede oggi: buona parte della scultura antica del Palazzo Nuovo è arrivata così.
  6. — Clemente XII apre il museo al pubblico. Conseguenza: è il momento in cui la collezione diventa museo in senso moderno, luogo dove l’arte può essere vista da tutti e non solo da chi la possiede. Cosa si vede oggi: su questa data si fonda il titolo di museo pubblico più antico del mondo.
  7. — Napoleone impone il Trattato di Tolentino, che porta al Louvre alcuni dei pezzi più celebri. Conseguenza: la collezione viene privata di opere di richiamo proprio mentre il nuovo museo Pio-Clementino in Vaticano le fa concorrenza. Cosa si vede oggi: il tardo Settecento è l’unico periodo in cui l’allestimento si dirada.
  8. — Gregorio XVI affida l’amministrazione dei musei alle autorità cittadine. Conseguenza: il museo passa definitivamente alla città e non al papato. Cosa si vede oggi: è ancora comunale, ed è il motivo per cui i residenti a Roma entrano gratis.
  9. — Rodolfo Lanciani riordina le raccolte secondo criteri museografici più rigorosi. Conseguenza: il contesto archeologico prende il posto della disposizione decorativa. Cosa si vede oggi: l’impianto generale dell’allestimento attuale risale a qui e non al Settecento.
  10. — il Marco Aurelio al centro della piazza è sostituito da una copia, fedele nei volumi ma non nella doratura. Conseguenza: il bronzo entra al coperto, fuori dalle intemperie e dall’inquinamento. Cosa si vede oggi: la statua all’aperto è la copia; l’originale è nel museo, nell’Esedra costruita per lui.
  11. — apre una sede nell’ex Centrale Montemartini, una centrale termoelettrica dismessa all’Ostiense. Conseguenza: la raccolta civica esce dal colle e accosta scultura classica e macchinari industriali. Cosa si vede oggi: antichità di primo livello esposte fra turbine, e una delle poche collezioni classiche non affollate di Roma.
  12. — si aggiunge una nuova ala, l’Esedra di Marco Aurelio. Conseguenza: una sala vetrata costruita appositamente per il bronzo equestre. Cosa si vede oggi: la statua originale in luce naturale, con le fondazioni del tempio romano in vista sotto di essa.
  13. — nei giardini di Villa Caffarelli viene installata una ricostruzione in scala reale del Colosso di Costantino. Conseguenza: i frammenti sparsi diventano per la prima volta leggibili come una figura unica. Cosa si vede oggi: i frammenti di marmo superstiti nel cortile e la ricostruzione integrale all’esterno, che è il modo per capire a cosa appartenessero la testa e la mano.

Verificato su Wikipedia, settembre 2026.