
Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Santa Maria degli Angeli e dei Martiri cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2026Una terma sopravvissuta al proprio impero, un monaco che non smise di chiedere, e un ottantaseienne a cui fu dato l’incarico.
Cronologia
- Fino alla metà del Cinquecento — le Terme di Diocleziano sono quella che Turismo Roma chiama semplicemente una grandiosa eredità antica. Conseguenza costruttiva: frigidarium e tepidarium sopravvivono coperti e in piedi, ed è per questo che c’è qualcosa da convertire. Che cosa se ne vede oggi: le volte a crociera e le colonne di granito che le reggono.
- Prima del 1561 — il monaco siciliano Antonio del Duca chiede per decenni l’autorizzazione papale a dedicare le terme come chiesa. Conseguenza costruttiva: nessuna, ancora. Che cosa se ne vede oggi: una chiesa che esiste perché un uomo non lasciò cadere l’idea.
- — papa Pio IV incarica Michelangelo, allora ottantaseienne, della trasformazione. Conseguenza costruttiva: si decide di adattare invece di demolire. Che cosa se ne vede oggi: un interno romano che svolge una funzione cristiana.
- 1563-1564 — Michelangelo lavora ad adattare una parte della struttura superstite per racchiudervi una chiesa, mantenendo l’impianto romano di oltre novanta metri. Conseguenza costruttiva: la sala si entra di fianco e non di testa. Che cosa se ne vede oggi: il braccio lungo che corre di traverso invece che davanti a voi.
- — muore Michelangelo; Jacopo Del Duca prosegue i lavori. Conseguenza costruttiva: il disegno passa quasi subito a un’altra mano. Che cosa se ne vede oggi: un edificio finito dai successori.
- — la meridiana è inaugurata da papa Clemente XI, costruita dall’astronomo Francesco Bianchini per verificare la riforma gregoriana e prevedere la Pasqua. Conseguenza costruttiva: si apre un foro in alto nella parete e si inseriscono quarantacinque metri di bronzo nel pavimento. Che cosa se ne vede oggi: uno strumento che funziona ancora.
- 1749-1750 — Luigi Vanvitelli dirige interventi successivi e progetta una nuova facciata. L’opera di riferimento data il suo lavoro al 1749, Turismo Roma la facciata al 1750. Conseguenza costruttiva: l’esedra di mattoni viene coperta da un fronte settecentesco. Che cosa se ne vede oggi: nulla — si veda la voce successiva.
- — la facciata vanvitelliana su piazza Esedra è demolita per ripristinare la nicchia del calidarium in mattoni romani. Conseguenza costruttiva: si toglie una facciata per scoprire un muro di terme. Che cosa se ne vede oggi: il fronte curvo di mattoni nudi, la cosa più antica della piazza.
Verificato su Turismo Roma, ottobre 2026.