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Illustrazione stilizzata di Basilica di Santa Maria in Trastevere in Roma - Goparoo

Basilica di Santa Maria in Trastevere

Scopri Basilica di Santa Maria in Trastevere

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026
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Panoramica

Santa Maria in Trastevere è una chiesa titolare e basilica minore nel rione Trastevere, a Roma. È tradizionalmente considerata una delle più antiche chiese della città dedicate alla Vergine Maria, ed è sede di un titolo cardinalizio dal III secolo.

La basilica attuale fu in gran parte riedificata sotto papa Innocenzo II nel XII secolo ed è nota per i mosaici medievali, gli interni barocchi e la Madonna della Clemenza. Resta una parrocchia viva e un tradizionale luogo di pellegrinaggio, soprattutto nelle feste mariane come l’Assunzione del 15 agosto.

L’iscrizione sulla cattedra episcopale afferma che questa è la prima chiesa di Roma dedicata a Maria, madre di Gesù, benché alcuni attribuiscano quel primato a Santa Maria Maggiore. È in ogni caso fra le più antiche.

L’edificio si affaccia sulla propria piazza, con una fontana ottagonale già presente in una pianta del . L’ingresso è libero.

Introduzione

Santa Maria in Trastevere è una chiesa titolare e basilica minore nel rione Trastevere, a Roma. È tradizionalmente considerata una delle più antiche chiese della città dedicate alla Vergine Maria, ed è sede di un titolo cardinalizio dal III secolo.

La basilica attuale fu in gran parte riedificata sotto papa Innocenzo II nel XII secolo ed è nota per i mosaici medievali, gli interni barocchi e la Madonna della Clemenza. Resta una parrocchia viva e un tradizionale luogo di pellegrinaggio, soprattutto nelle feste mariane come l’Assunzione del 15 agosto.

L’iscrizione sulla cattedra episcopale afferma che questa è la prima chiesa di Roma dedicata a Maria, madre di Gesù, benché alcuni attribuiscano quel primato a Santa Maria Maggiore. È in ogni caso fra le più antiche.

L’edificio si affaccia sulla propria piazza, con una fontana ottagonale già presente in una pianta del . L’ingresso è libero.

Architettura

Una basilica del XII secolo su impianto del IV, costruita con la Roma del II. La navata conserva l’assetto basilicale anteriore al XII secolo e poggia sulle fondazioni precedenti. Le 22 colonne di granito con capitelli ionici e corinzi che separano la navata dalle laterali vengono dalle rovine delle Terme di Caracalla, e così l’architrave del portale.

I capitelli portano una ferita da cercare. Quando nell’Ottocento gli studiosi riconobbero nei loro intagli i volti di Iside, Serapide e Arpocrate, un restauro sotto Pio IX li fece scalpellare via nel . Ciò che resta è il verbale di due secoli diversi che decidono che cosa una chiesa possa contenere.

Il campanile è romanico e del XII secolo. Verso la sommità una nicchia protegge un mosaico duecentesco della Madonna col Bambino di Pietro Cavallini: la Madonna in trono che allatta il Bambino, affiancata da dieci donne con lampade. Una Vergine che allatta sul fronte di una chiesa è un esempio precoce di un tipo poi diffuso fra tardo Medioevo e Rinascimento; il motivo è assai più antico, con importanti esempi copti del VII secolo a Wadi Natrun, in Egitto.

La facciata è settecentesca. Carlo Fontana la restaurò nel , sostituendo l’antico portico dal tetto spiovente con quello classicheggiante attuale e coronando il tutto con una balaustra che regge le statue di quattro papi. La fontana ottagonale in piazza, già in una pianta del , fu restaurata da lui.

E una cappella è un piccolo capolavoro di invenzione barocca. La quinta a sinistra, la cappella Avila di Antonio Gherardi, è scura nell’ordine inferiore e borrominiana nelle forme; nella cupola si apre un oculo da cui emergono quattro putti a reggere un tempietto centrale, incorniciando un vano luminoso illuminato da finestre invisibili dal basso.

Come è Stato Costruito e Si è Trasformato nel Tempo

Cominciò come osteria, e ci volle la sentenza di un imperatore per farne una chiesa. Papa Callisto I vi fondò una domus ecclesiae verso il 220, sul sito della Taberna meritoria, ricovero per soldati congedati. L’area fu resa disponibile all’uso cristiano dall’imperatore Alessandro Severo, che dirimendo una lite fra cristiani e osti pronunciò le parole che il Liber Pontificalis registra: preferiva che appartenesse a chi onora Dio, quale che fosse la sua forma di culto.

Il sito ha un nome più antico dell’edificio. Era il Titulus Callisti, da una tradizione del Liber Pontificalis che assegna la prima chiesa qui a Callisto I, morto nel 222, le cui spoglie — traslate nella nuova costruzione — si conservano sotto l’altare. Il predecessore della chiesa attuale fu probabilmente edificato all’inizio del IV secolo, a sua volta successore di uno dei tituli, le basiliche paleocristiane intitolate a un patrono.

Poi fu ampliata, riparata e infine ricostruita. Papa Giulio I la ricostruì su scala maggiore nel . Seguirono due restauri nel V e nell’VIII secolo. Fra il 1140 e il 1143 fu riedificata sulle antiche fondazioni sotto papa Innocenzo II: ed è l’edificio in cui si entra.

Fu costruita con la Roma più antica, alla lettera. Le 22 colonne di granito della navata e l’architrave del portale vennero dalle rovine delle Terme di Caracalla. Un papa del XII secolo che ricostruiva una chiesa del IV usò muratura imperiale del III per farlo, e non tentò affatto di nasconderlo.

Domande Frequenti

Si paga l’ingresso? No. È gratuito e non c’è controllo di sicurezza.

Quali sono gli orari? Nessuna autorità li pubblica. Il sito della basilica restituisce un errore del server su ogni pagina, e la scheda di Turismo Roma rimanda ai contatti per gli orari delle messe e le modalità di visita. Telefono 06 5814802.

Perché non pubblicate gli orari che si leggono altrove? Perché nessuno di quei siti ha titolo per stabilirli, e un lettore respinto da un portone chiuso a un orario che avessimo pubblicato sarebbe stato ingannato da noi.

È la più antica chiesa di Roma dedicata alla Vergine? L’iscrizione sulla cattedra episcopale dice che è la prima. Anche Santa Maria Maggiore lo rivendica. È in ogni caso una delle più antiche della città.

Quanti anni ha l’edificio attuale? Fu riedificato sulle antiche fondazioni fra il 1140 e il 1143 sotto papa Innocenzo II, su un sito in uso cristiano dal 220 circa.

Da dove vengono le colonne? Dalle rovine delle Terme di Caracalla: 22 colonne di granito, più l’architrave del portale.

Perché i volti sui capitelli sono danneggiati? Gli studiosi ottocenteschi vi riconobbero Iside, Serapide e Arpocrate, e un restauro sotto Pio IX li fece scalpellare nel 1870.

Che cos’è la Madonna della Clemenza? Una tavola a encausto con la Vergine in trono e il Bambino nella cappella Altemps, databile fra il VI e il IX secolo e probabilmente bizantina: una delle cinque più antiche icone mariane medievali superstiti.

Si vede qualcosa se è chiusa? Sì. La Madonna duecentesca di Cavallini sul campanile, la facciata di Carlo Fontana del 1702 e la fontana ottagonale stanno tutte nella piazza aperta.

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