
Tempio Maggiore e Museo Ebraico di Roma
Tempio Maggiore e Museo Ebraico di Roma cronologia storica
Ultimo aggiornamento il 5 ottobre 2026Una comunità di 2.200 anni, chiusa in un ghetto per tre secoli, emancipata nell'Ottocento, che costruì poi la sua sinagoga maggiore sul terreno della propria reclusione.
Cronologia
- II secolo p.E.V. — i primi insediamenti ebraici a Roma, da cui comincia il percorso del museo; la Comunità vive in città ininterrottamente da 2200 anni.
- 1492 — l'arrivo degli ebrei espulsi dalla Spagna, da quando almeno il rito spagnolo è officiato a Roma.
- 1555–1870 — il periodo del Ghetto, cui risalgono principalmente le opere esposte nel Museo.
- — con la breccia di Porta Pia l'Esercito Italiano conquista Roma; la città è incorporata nel Regno d'Italia e termina il potere temporale dei papi.
- XIX secolo — gli ebrei raggiungono la piena emancipazione e l'equiparazione dei diritti civili, e le Comunità possono finalmente erigere sinagoghe monumentali.
- — il piano regolatore con cui l'area dell'ex ghetto viene demolita e bonificata.
- Fine dell'Ottocento — la Comunità, volendo sostituire le Cinque Scole con un Tempio monumentale, decide di riservare un oratorio al rito spagnolo; il concorso per la nuova sinagoga è vinto da Osvaldo Armanni e Vincenzo Costa.
- — il Tempio Maggiore è inaugurato, sormontato da una cupola a base quadrata rivestita in alluminio.
- — il Tempio Spagnolo viene posto nello stesso edificio monumentale.
- — viene abbellito con gli arredi marmorei delle Cinque Scole.
- — da quest'anno il Museo espone i suoi tesori in un'unica sala.
- — viene inaugurato un nuovo allestimento, su 700 metri quadrati in sette sale.
Verificato su Museo Ebraico di Roma, ottobre 2026.