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Tarquinia - Goparoo

Tarquinia

Tarquinia historical timeline

Storia

L'abitato si formò a partire dallo scorcio del X secolo a.C. e nel corso dell'età del Ferro divenne uno dei centri protourbani più estesi d'Etruria, con un insediamento principale sulla Civita e un villaggio satellite sui Monterozzi, poi ricoperto dalla necropoli.

Fra IX e VIII secolo la città emerse come potenza commerciale e artigianale, aperta ai traffici con il mondo greco e vicino-orientale — lo documentano i ricchi corredi dei sepolcreti villanoviani — e a quell'ascesa contribuì il controllo delle risorse minerarie dei monti della Tolfa, a sud.

Fu una delle principali città della dodecapoli etrusca, e la tradizione antica le assegnava un ruolo fondativo per l'intera civiltà: a Tarconte, presentato dalle fonti come fratello o delegato di Tirreno, si attribuiva la fondazione della città e della stessa dodecapoli, mentre nelle campagne tarquiniesi si collocava la prodigiosa apparizione di Tagete, il fanciullo dal sapere di vecchio che rivelò agli Etruschi la disciplina. Per questo gli antichi consideravano Tarquinia la culla della religione etrusca, e numerosi riti romani derivavano da Tarchuna: ancora in età imperiale vi esisteva un collegio di sessanta aruspici.

Alla fine del VII secolo la tradizione vi collocava Demarato, il mercante corinzio padre di Tarquinio Prisco, che vi avrebbe portato maestranze greche. Da Tarquinia la dinastia dei Tarquini mosse alla conquista del potere a Roma, dove regnò fra la fine del VII e il VI secolo a.C. Dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo (509 a.C.), la città offrì rifugio al re spodestato, inviò ambascerie a Roma per chiederne il richiamo e sostenne con le armi i tentativi di restaurazione, nella battaglia che Livio colloca presso la Selva Arsia.

L'età arcaica fu la stagione del massimo splendore. Sulla costa si aprì l'emporio di Gravisca, frequentato da mercanti greci d'Oriente, e sui Monterozzi fiorì la grande pittura funeraria, rinnovata attorno al 530 a.C. dall'arrivo di pittori ionici in fuga dall'Asia Minore conquistata dai Persiani.

Dopo la crisi del V secolo, aggravata dalla sconfitta etrusca di Cuma (474 a.C.), il IV secolo vide una vigorosa rinascita politica, economica e artistica, che la tradizione degli Elogia Tarquiniensia lega alla famiglia degli Spurinna: le iscrizioni, incise in età giulio-claudia nel santuario dell'Ara della Regina, celebrano Velthur, primo condottiero etrusco a guidare un esercito in Sicilia, e Aulus, vincitore a Caere, Arezzo e contro i Latini. In questo periodo la città si cinse di poderose mura in blocchi di macco, estese per circa otto chilometri, erette contro le minacce dei Celti e di Roma.

Le guerre con Roma furono combattute a più riprese fra il 358 e il 351 a.C., quando fu conclusa una tregua quarantennale, rinnovata nel 308; la resa definitiva giunse nel 280 a.C., con la cessione dei distretti costieri e minerari. Nel 181 a.C. sul litorale fu dedotta una colonia romana.

L'abitato moderno fu Corneto fino al 1872, poi Corneto Tarquinia, e fu rinominato Tarquinia nel 1922 dall'antica città.

Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.

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