Finale Ligure
Finale Ligure historical timeline
Storia
Il Finale è stato un marchesato prima di essere un paese, e la cosa si vede ancora sul terreno. I Del Carretto lo governavano da un palazzo di collina sopra Finalborgo, la capitale murata; Genova voleva il porto, la Spagna voleva la strada, e ciascuna rifece le difese a modo proprio. Gli artificieri genovesi chiusero la partita nel 1715 e hanno lasciato quello che oggi si sale: Castel Gavone come imponenti rovine sullo sperone del Becchignolo, con la Torre dei Diamanti carenata e bugnata a punta di diamante che ne esce intera e un ascensore interno che porta in cima. I tre paesi sotto restarono tre paesi fino al 1927.
Cronologia
- La conquista di Rotari pone fine al controllo bizantino sul finalese, documentato dagli scavi a Varigotti e nel castrum di Sant'Antonino. La più antica testimonianza cristiana della Liguria è stata trovata a Perti, la frazione che oggi ospita Castel Gavone.
- Prima testimonianza scritta del territorio: il diploma di Ottone I dona ad Aleramo del Monferrato molte terre, fra cui il castello di Orco sopra Finale. Il confine che descrive è quello che il comune condivide ancora con Orco Feglino.
- Federico Barbarossa investe Enrico del Vasto — Enrico I Del Carretto — della Marca di Savona, Finale compreso. Lo stesso diploma nomina il Castrum Perticae, fortificazione forse anteriore all'invasione longobarda, che la crescita di Finalborgo svuoterà dal XIII secolo.
- Enrico I o il figlio Enrico II costruiscono una caminata, un palazzo feudale, sul colle del Becchignolo sopra Finalborgo; Enrico II lo amplia e lo fortifica nel 1217. Quel colle è Castel Gavone e la salita parte da Perti.
- Genova impone ai Del Carretto le convenzioni commerciali, ripetute nel 1340, perché possiede quasi tutti gli altri porti della Liguria e Finale è il buco; nel 1385 la sentenza del doge Antoniotto Adorno le assegna metà del feudo, pronuncia che l'imperatore non riconoscerà mai. Ogni fortificazione costruita poi nel comune è stata costruita contro la rivalità che quei tre documenti aprono.
- Genova invade, distrugge Finalborgo e demolisce in parte Castel Gavone; Giovanni I Del Carretto lo ricostruisce fra il 1451 e il 1452. Il nucleo ricostruito è la muratura di cui sono fatte le rovine.
- 1490 circa Alfonso I Del Carretto aggiunge il corpo triangolare che culmina nella Torre dei Diamanti, a forma di carena di nave e rivestita di bugnato a punta di diamante, per reggere il fuoco d'artiglieria dal lato che scende verso il mare. L'ascensore interno sale oggi fino alla sommità della torre, dove lo sguardo prende tutto il finalese.
- Massimiliano I concede ad Alfonso I la totale investitura del marchesato, confermata al figlio Giovanni II da Carlo V nel 1529. Il marchesato è alla sua massima estensione e arriva oltregiogo in val Bormida fino a Saliceto e Paroldo: quel pezzo di Liguria interna e di Piemonte su cui le frazioni collinari si affacciano ancora.
- Genova invade di nuovo, facendo leva su una ribellione contro il malgoverno di Alfonso II. I lavori alla cinta rettangolare esterna di Castel Gavone si fermano con il dominio carrettesco, e la linea incompiuta è ancora seguibile intorno alle rovine.
- La Spagna si impadronisce del Finale definitivamente. Il marchesato resta formalmente feudo imperiale col re di Spagna come feudatario e diventa l'unico porto in mano spagnola al termine del Cammino spagnolo, il corridoio che dal milanese passa per la Valtellina e arriva ai Paesi Bassi. Su quella base ogni chiesa e ogni castello del finalese vengono ristrutturati o rifortificati.
- Gli spagnoli costruiscono Castel San Giovanni sotto Castel Gavone per negare il pendio ai cannoni nemici; nel 1674 Gaspare Beretta sbanca lo spalto roccioso sul lato settentrionale e aggiunge una traversa, una punta e una strada coperta. Entrambe le opere dominano ancora Finalborgo dall'alto.
- Muore Carlo II di Spagna e si apre la crisi di successione; il dominio spagnolo sul Finale, dopo oltre un secolo, cessa ufficialmente nel 1707. Filippo V aveva soggiornato a Palazzo Buraggi nel 1702, e il palazzo è ancora lì a Finalmarina.
- La Repubblica di Genova acquisisce ufficialmente il marchesato e lo governa tramite un governatore. Fa saltare Castel Gavone nel 1715 e fatica comunque a domare il finalese, che si rivolta nel 1730 e nel 1734.
- L'esercito di Napoleone invade durante la Campagna d'Italia e il vecchio marchesato è finito. Finale passa nel Dipartimento della Maremola dal 2 dicembre 1797, nella Giurisdizione delle Arene Candide dal 1798 — il nome della grotta usato come circoscrizione — e nel Dipartimento di Montenotte dal 1805 al 1814.
- Il Congresso di Vienna ingloba i tre territori nel Regno di Sardegna, e dal 1861 nel Regno d'Italia. Dal 1859 stanno nel IV mandamento di Finalborgo, nel circondario di Albenga e in provincia di Genova.
- Un regio decreto-legge del 2 gennaio istituisce la provincia di Savona e, con lo stesso atto, il comune di Finale Ligure dalla fusione di Finalborgo, Finalmarina e Finale Pia. È il motivo per cui un comune ha tre centri, tre parrocchie e tre maglie viarie, e per cui i cartelli stradali nominano ancora i nuclei e non il comune.
- Sotto l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana le persecuzioni antiebraiche arrivano a Finale: Albertina Reutlinger, anziana signora ebrea, viene arrestata il 13 febbraio e morirà ad Auschwitz. Alcuni operai della Piaggio sono deportati a Mauthausen come ritorsione per lo sciopero generale del 1º marzo; il 21 gennaio 2019 sono state posate per loro quattro pietre d'inciampo.
- Castel Gavone viene donato al comune il 29 dicembre, che avvia una prima fase di recupero per conservare le rovine e aprirle. È quella campagna che rende salibile la Torre dei Diamanti.
Che cosa è sopravvissuto e che cosa no
I monumenti del Finale sono stati distrutti per scelta più che per abbandono, due volte, ed entrambe le demolizioni sono genovesi: Castel Gavone nel 1448, ricostruito in quattro anni, e di nuovo nel 1715, quando non lo fu. Castelfranco — eretto da Genova nel 1365 in funzione anticarrettesca e poi circondato da altre opere i cui bastioni scendevano fino alla spiaggia di Finalmarina — ha fatto la stessa fine, e il Castrum Perticae si è semplicemente svuotato mentre la capitale cresceva. Il villaggio che condivideva il nome di Castel Gavone fu demolito per costruire le mura cinquecentesche. Incerto è anche il nome: Gavone e Govone sono entrambi attestati nei documenti trecenteschi, con Govone prevalente fino al termine dell'epoca spagnola come castillo Govon, e la forma antica sta tornando in uso. Il recupero comunale dal 1989 ha consolidato le rovine senza ricostruirle: quello che sta sopra Perti è un castello fatto saltare e reso percorribile, con una torre quasi intera.
Verificato su Wikipedia, ottobre 2026.
