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Lago di Como

Lago di Como: Cultura

La seta è l’identità di Como ed è ancora il suo mestiere: tessitura, stampa e nobilitazione per le case di moda, concentrate qui dal Cinquecento. Il museo della seta della città espone tutto il ciclo, e il settore resta un’industria che lavora, non una vetrina storica.

I giardini sono l’altro prodotto d’esportazione culturale. Il microclima mite del lago ha permesso collezioni botaniche che a questa latitudine non dovrebbero sopravvivere, e le azalee di Villa Carlotta e l’impianto di Villa Melzi sono il risultato di due secoli di quel tentativo.

La cucina è di lago e di montagna. I missoltini sono agoni pescati in primavera, salati, essiccati al sole e pressati, poi grigliati e mangiati con la polenta: un metodo di conservazione più antico del frigorifero e ancora praticato. Lavarello e persico vengono dalla stessa acqua; la polenta uncia è polenta con burro, aglio e formaggio; e la miascia è un dolce fatto con pane raffermo e frutta.

Lecco porta Manzoni. I promessi sposi sono ambientati sulla sua riva e contro le sue montagne, e il paese segnala i luoghi del romanzo per chi ci viene apposta.

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