
Mantova Guida alla Scoperta
Muoversi a Mantova in Modo Intelligente
Mantova è una capitale rinascimentale che ha smesso di crescere. I Gonzaga ci hanno governato per quasi quattrocento anni spendendo il ricavato in arte, ed è per questo che una città di cinquantamila abitanti ha un palazzo ducale di cinquecento stanze, un ciclo del Mantegna e una villa suburbana di Giulio Romano.
Sta quasi circondata dall’acqua — tre laghi artificiali ricavati dal Mincio nel XII secolo — il che rende l’arrivo uno dei più belli della Lombardia e l’aria estiva pesante.
L’attrito è che sta fuori dalle linee principali: niente alta velocità, e da Milano ci si mette più di quanto la distanza faccia pensare. Ed è anche per questo che non è affollata. Venite in treno da Verona, fermatevi una notte, e avrete una delle grandi città d’arte d’Italia senza la fila.
Come Vivere Mantova
Se viaggiate lentamente: due notti. Il palazzo Ducale merita una mattina intera da solo e il palazzo Te un pomeriggio a parte; farli entrambi in un giorno è il modo per non ricordarsi né l’uno né l’altro.
Se volete l’essenziale: la Camera degli Sposi nel palazzo Ducale, la Sant’Andrea dell’Alberti e la Sala dei Giganti al palazzo Te. Tre stanze, tre secoli diversi, tutte entro mezz’ora a piedi.
Se cercate il carattere locale: mangiate i tortelli di zucca, che sono davvero locali e davvero strani, e andate al mercato coperto o a quello del giovedì in piazza delle Erbe. Mantova è un capoluogo di provincia che lavora e in una mattina feriale si comporta come tale.
Se volete andare oltre l’ovvio: prendete una barca sui laghi, meglio nella stagione del loto, o pedalate lungo il Mincio verso Peschiera. Sabbioneta, a trenta chilometri e parte della stessa iscrizione UNESCO, è un’intera città rinascimentale costruita su un solo disegno, e non ci va quasi nessuno.
Dove trovare il carattere culturale e storico autentico
Il carattere di Mantova viene da un preciso incidente storico: è stata ricchissima per quattro secoli e poi povera e irrilevante per altri tre. Non si è demolito nulla per costruire qualcosa di meglio, perché i soldi non ci sono mai stati.
Una città di corte senza corte
La scala è sbagliata rispetto alla popolazione, ed è proprio questo il punto. Cinquecento stanze di palazzo ducale, una basilica dell’Alberti e una villa di Giulio Romano appartengono a una capitale, e Mantova ha smesso di esserlo nel 1707. Girarla significa girare l’infrastruttura di uno Stato scomparso.
L’acqua come limite della città
I laghi sono artificiali, hanno novecento anni e definiscono ancora dove la città finisce. Ci lavorano i pescatori, ci stanno gli aironi, e il loto che copre il lago Superiore ogni estate fu introdotto negli anni Venti come pianta alimentare. È un paesaggio gestito, non naturale.
Una cucina che appartiene a una provincia
Zucca con amaretti e mostarda non è un abbinamento lombardo né emiliano: è mantovano, e si ferma al confine provinciale. Lo stesso vale per il risotto alla pilota, che prende il nome dai piloti che brillavano il riso.
Un’istituzione letteraria viva
Festivaletteratura è gestito in buona parte da volontari del posto e riempie le piazze ogni settembre. Qui conta perché è l’unica cosa per cui Mantova sia oggi famosa in cui i Gonzaga non c’entrano nulla.
Profilo di Viaggio
- Nome locale Mantova
- Famoso per Mantegna's Camera degli Sposi • Giulio Romano's Palazzo Te • Three artificial lakes • Tortelli di zucca
- Stili di viaggio Turismo culturale • Architettura • Cicloturismo • Enogastronomia
- Ambienti di viaggio Città d’arte • Fiumi • Zone umide
- Come spostarsi Flat and built for bicycles; regional trains only, with Verona forty minutes away as the practical gateway to the fast network
Consigli per un Viaggio Responsabile
Mantova ha il problema opposto a quello di quasi tutte le città d’arte italiane: è poco visitata più che sommersa, e le sue pressioni sono ambientali più che sociali.
Fermatevi a dormire invece di venire in giornata da Verona. Alla città l’economia del pernottamento serve molto più dei visitatori mordi-e-fuggi, e i palazzi con calma rendono davvero di più.
Andate in bicicletta. È piatta, le piste ci sono già, ed è ciò che fanno i residenti. Una bici a noleggio qui è più economica e più rapida di qualsiasi alternativa.
I laghi sono una zona umida gestita e fragile. Le distese di loto e i margini di canneto sono habitat di nidificazione: le barche restino nei canali segnati e non si raccolga nulla.
Comprate i prodotti della provincia. Mostarda, zucca e Grana Padano si producono nella campagna attorno, e i mercati sono dove quel denaro arriva a chi li coltiva.
Andate a Sabbioneta. Condivide l’iscrizione UNESCO con Mantova, riceve una frazione dei visitatori e ne dipende molto di più.
Quando Visitare Mantova
Da aprile a giugno e da settembre a ottobre sono le finestre migliori: temperature comode, luce limpida sui laghi e la città al meglio per girarla in bicicletta.
Settembre porta Festivaletteratura, il periodo più animato e affollato dell’anno e l’unico in cui l’alloggio va davvero prenotato in anticipo.
Luglio e agosto sono caldi, umidi e pieni di zanzare, e la città è tranquilla perché i residenti se ne vanno — anche se la fioritura del loto sul lago Superiore cade proprio allora.
Da novembre a febbraio è freddo e spesso avvolto nella nebbia. I palazzi sono aperti, vuoti e ben riscaldati, e Mantova nella nebbia ha davvero un’atmosfera, ma i laghi e il parco delle zone umide perdono quasi tutto il loro senso.
Livelli di Costo del Viaggio a Mantova
Quanto spende davvero un visitatore a Mantova
Mantova è una delle città d’arte con il miglior rapporto qualità-prezzo del nord Italia, sensibilmente meno cara di Verona o Milano a parità di qualità. I prezzi si muovono poco con la stagione, con l’unica eccezione della settimana di Festivaletteratura a settembre.