Skip to content

Alberobello

How Was Alberobello Built

Un trullo è un pezzo di ingegneria preciso e piuttosto esigente, e ogni suo elemento ha un compito.

A secco, senza malta

Il tetto è una cupola per aggetto: anelli successivi di pietra, ciascuno sporgente un poco verso l'interno rispetto a quello sotto, chiusi in cima da un'unica pietra di serraggio. Non li tiene nulla se non il proprio peso e la precisione dell'incastro. Non è un arco e non richiede centine; è una tecnica di millenni più antica del paese.

Due gusci

Il cono è a doppia pelle. Una volta interna in pietra sbozzata regge il carico, e sopra corre un manto di chiancarelle, lastre sottili di calcare posate sovrapposte come tegole, così che la pioggia scivoli all'esterno senza mai raggiungere la volta. In mezzo, un riempimento di pietrame.

La cisterna

Tutto il tetto è un bacino di raccolta. L'acqua scorre sulle chiancarelle, viene intercettata alla gronda e convogliata in una cisterna scavata nella roccia sotto il pavimento. Su un altopiano senza acqua di superficie questo non era una comodità: era la condizione per abitarci.

Muri e calce

I muri sono spessissimi, spesso oltre il metro, e mantengono fresco d'estate e tiepido d'inverno. Sono imbiancati a calce; i tetti restano pietra grigia nuda.

Che cosa li rovina

Il danno più comune oggi è una riparazione ben intenzionata fatta in cemento. Un cono a secco funziona perché respira e si assesta un poco; sigillarlo con la malta imprigiona l'umidità dentro il guscio e la volta interna si degrada dall'interno. Restaurare davvero significa riposare la pietra, non incollarla.

Il pinnacolo

Ogni cono si chiude con un pinnacolo scolpito: disco, sfera, cono o combinazioni. Spesso si dice identificassero il costruttore. Un vano, un cono: una casa più grande è semplicemente più coni uniti.

← Torna alla panoramica di Alberobello