Taormina
How Was Taormina Built
Taormina è plasmata dal non avere quasi terreno pianeggiante, e ogni sua parte risponde a questo.
Il teatro
I greci scavarono la cavea nel fianco stesso della collina, soluzione greca abituale e ragione per cui la gradinata si è conservata: in parte è la collina. I romani ricostruirono poi in laterizio e calcestruzzo, alzando l'edificio scenico e chiudendo la struttura per il proprio tipo di spettacolo. Le due fasi si distinguono facilmente sul posto: pietra squadrata in basso, mattone sopra.
La Naumachia
Dietro il Corso, un muro romano in laterizio lungo oltre cento metri corre lungo un vicolo tutto suo, scandito da una fila di grandi nicchie. Era una struttura di contenimento che reggeva la terrazza soprastante e mascherava una cisterna, non il bacino per battaglie navali simulate che il nome lascerebbe pensare, ed è tra le opere romane del genere più grandi di Sicilia. È facile passarci accanto senza vederla, perché oggi è semplicemente un lato di una strada stretta.
Una sola via
Il Corso Umberto percorre la dorsale tra Porta Messina e Porta Catania, perché una dorsale offre una linea sola. Tutto il resto è una scala o un vicolo che se ne stacca, e le piazze sono terrazze a sbalzo verso il mare più che spazi aperti. Piazza IX Aprile, con la pavimentazione a scacchi e la balaustra sul golfo, ne è l'esempio più evidente.
Facciate stratificate
Palazzo Corvaja è l'edificio che racconta più direttamente la storia del paese: una torre araba del X o XI secolo con un palazzo gotico trecentesco costruito attorno e sopra, in lava nera e calcare bianco a fasce alternate. La cattedrale, San Nicolò, è duecentesca e costruita come una piccola fortezza, con merlatura lungo la linea del tetto.
Lava e calcare
Le due pietre locali sono usate in contrasto decorativo in tutto il paese, abitudine condivisa con Catania e gli altri centri etnei.