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Montefioralle

Montefioralle caratteristiche del sito

Ultimo aggiornamento il 15 ottobre 2026
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Montefioralle site plan

Il quartiere

La forma è il punto. Montefioralle è un'ellisse, e una volta saputo questo il paese si spiega da sé: una strada radiale che gira, vicoli che ne scendono, e tutto che torna al cassero sul punto alto.

Dell'antico cassero resta una poderosa struttura a pianta rettangolare con rivestimento in filaretto di pietra alberese. Il complesso è oggi scapezzato e ridotto ad uso abitativo, e dovrebbe risalire fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo.

Tutto intorno all'abitato sorgono le mura di cinta, che ripetono la forma del borgo. Le parti conservate presentano i resti di alcune torri, oggi convertite in abitazioni, e le tre porte di accesso, tutte aperte direttamente nelle mura e non inserite in corpi di guardia. Le mura sono realizzate interamente a sasso scapezzato e si datano fra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV.

Il tessuto urbano è di stile molto unitario, caratterizzato da edifici con strutture medievali. Due spiccano: una casa ritenuta essere stata di proprietà del navigatore fiorentino Amerigo Vespucci e un'altra che presenta un bel portale a sesto acuto con sopra uno stemma del Bigallo.

L'edificio sacro del borgo è la chiesa di Santo Stefano. Appena fuori, la pieve di San Cresci conserva la struttura romanica, con facciata preceduta da un nartece e dotata di due bifore.

Punti salienti

La pianta ellittica

Non una scacchiera e non un allineamento su strada: un'ellisse nata costruendo attorno a un castello. Una strada radiale, i vicoli che ne scendono, tutto che torna al mastio.

Il cassero

Una poderosa struttura rettangolare in filaretto di pietra alberese, databile fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, oggi scapezzata e abitata. La cosa più antica del borgo, e la casa di qualcuno.

Le mura e le tre porte

La cinta ripete la forma del borgo ed è costruita a sasso scapezzato, databile fra fine Duecento e inizio Trecento. Le tre porte si aprono direttamente nelle mura. Per vedere tutto questo bisogna fare il giro esterno.

Le torri diventate case

I tratti superstiti mostrano i resti di alcune torri, oggi convertite in abitazioni: la stessa sorte delle torri di Alba, e il motivo per cui il profilo è più basso di quanto fosse nel Trecento.

La casa di Vespucci

Una casa dell'abitato si dice fosse di proprietà di Amerigo Vespucci. Le fonti riportano la tradizione senza documentare la proprietà, e questa pagina fa lo stesso.

Il portale del Bigallo

Un'altra casa porta un portale a sesto acuto con sopra uno stemma del Bigallo: il segno dell'istituzione caritatevole fiorentina su un bene che le apparteneva.

Santo Stefano, e San Cresci più sotto

La chiesa del borgo è Santo Stefano. Fuori le mura, la pieve di San Cresci conserva la fabbrica romanica, un nartece davanti alla facciata e due bifore.