Propositura di San Niccolò, Radda in Chianti
Propositura di San Niccolò, Radda in Chianti caratteristiche del sito
Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2026La chiesa
Tracce della originaria chiesa romanica sono visibili in due punti: nel retro dell'edificio e nel basamento del campanile.
La facciata è ciò che tutti fotografano, e ha cent'anni. Su di essa si imposta un grande arcone a tutto sesto sormontato da un tetto a capanna sostenuto da due mensoloni a forma di teste leonine. All'interno dell'arcone sono visibili le tracce di un affresco — il Cristo Benedicente sopra il rosone e la Natività nella parte inferiore — oggi quasi invisibili, attribuite a Carlo Coppedè, fratello di Adolfo.
I materiali sono locali. Il paramento murario della parte inferiore della facciata è costituito da bozze di arenaria, e il portale d'accesso è anch'esso in arenaria, sovrastato da una lunetta al cui centro vi è una terracotta raffigurante la Madonna col Bambino e ai lati, in terracotta smaltata in bianco, due angeli.
L'interno è a navata unica a croce latina, con copertura a capriate lignee e conclusa da un'abside quadrangolare; nella zona absidale c'è il transetto.
Gli arredi vanno dal Seicento al Novecento. Due acquasantiere in pietra serena subito dopo l'ingresso; sulla sinistra, in una nicchia, il fonte battesimale seicentesco in pietra serena — la nicchia fu costruita nel 1616 — con un affresco novecentesco del Battesimo di Cristo; due confessionali in legno del Settecento; e un pulpito in marmo in alto sulla parete sinistra.
Il dipinto migliore è nel transetto sinistro. Sopra un altare in pietra serena è una tela con la Madonna del Rosario col Bambino e Santi, già assegnata ad Alessandro Allori ma da attribuirsi a Francesco Boldrini, databile al 1633 circa. Da questo transetto si accede a una piccola cappella con un'immagine della Madonna di Lourdes.
Nel transetto destro c'è l'organo. Un altare analogo, una statua del Cristo benedicente e un organo databile alla metà del XIX secolo. Un organo figurava in San Niccolò già nel 1634, quando l'organista era lo stesso priore Giovan Battista Paolini, e lo strumento antico è ricordato nella visita pastorale del 1784.
Punti salienti
Una facciata arrivata nel 1926
La chiesa ne era sempre rimasta priva. Il fronte realizzato fra il 1926 e il 1930 su progetto di Adolfo Coppedè è un tipico esempio di applicazione del gusto del tardo eclettismo storicistico nei centri minori della Toscana — ed è il motivo per cui la piazza principale di Radda ha l'aspetto che ha.
Due fratelli, due lavori
Adolfo Coppedè progettò la facciata. Gli affreschi dentro l'arcone — un Cristo Benedicente sopra il rosone e una Natività sotto, oggi quasi invisibili — sono attribuiti al fratello Carlo. Alcune fonti attribuiscono la facciata stessa a Carlo; la scheda della chiesa no.
La fontana con la bocca di leone
La campagna del 1926 rifece anche la piazza sottostante e creò la fontana pubblica dalla quale l'acqua scaturisce da una bocca di leone. I due mensoloni a testa di leone che reggono il timpano sopra sono la stessa idea, più in alto.
Un disegno di quello che c'era prima
Nel progetto del Coppedè compare un disegno a matita che mostra la facciata prima dell'intervento: è così che si sa che cosa è stato sostituito.
La Madonna del Rosario, riattribuita
Nel transetto sinistro, sopra un altare in pietra serena: una tela con la Madonna del Rosario col Bambino e Santi, a lungo assegnata ad Alessandro Allori ma oggi da attribuirsi a Francesco Boldrini, intorno al 1633.
Un campanile appoggiato a un castello
Il campanile originario fu demolito e ricostruito nel Settecento, restaurato nel 1837, e l'attuale è stato realizzato negli anni cinquanta appoggiandosi a una delle torri dell'antico castello di Radda. È stato consolidato nel 1997, quando vi è stato installato un congegno per suonare le ore.
E il romanico sotto
Visibile nel retro dell'edificio e nel basamento del campanile: i due punti che una facciata nuova non poteva raggiungere.
