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Illustrazione stilizzata di Caffè Pedrocchi in Padova - Goparoo

Caffè Pedrocchi

Caffè Pedrocchi Cronologia Storica

Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2026
7 /10
Valutazione editoriale
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Origini

Antonio Pedrocchi ereditò una modesta bottega da caffè e impiegò anni e ingenti risorse per sostituirla, affidando l'incarico all'architetto Giuseppe Jappelli. Il nuovo caffè aprì nel 1831 accanto all'università, che ne costituiva la clientela.

Punti di svolta

L'8 febbraio 1848 studenti e polizia si scontrarono all'interno del caffè durante i moti antiaustriaci; il foro di un proiettile di quel giorno è tuttora conservato nella parete della Sala Bianca, deliberatamente non riparato. La via antistante, via VIII Febbraio, prende nome da quella data.

Personaggi influenti

Jappelli progettò sia il caffè sia lo sfarzoso piano superiore, il Piano Nobile, come una successione di sale in stili storici diversi -- egizio, greco, etrusco, moresco, rinascimentale -- esercizio eclettico tipico dell'epoca e qui insolitamente completo.

Evoluzione culturale

Per tutto l'Ottocento il caffè funzionò da luogo di ritrovo della vita intellettuale e politica padovana, con Stendhal tra i suoi ammiratori documentati. Pedrocchi lo lasciò alla città alla propria morte, ed è da allora proprietà comunale.

Significato attuale

Funziona ancora da caffè, e il Piano Nobile ospita il Museo del Risorgimento. Le sale al piano terra restano accessibili a chiunque entri, il che è più vicino all'intenzione del fondatore di quanto una lettura puramente commerciale ammetterebbe.