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Illustrazione stilizzata di Santi Giovanni e Paolo in Venezia - Goparoo

Santi Giovanni e Paolo

Santi Giovanni e Paolo Cronologia Storica

Ultimo aggiornamento il 14 settembre 2026
7.4 /10
Valutazione editoriale
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Origini

Il doge Jacopo Tiepolo concesse l'area all'ordine domenicano nel 1234, dopo aver sognato, secondo la tradizione, colombe bianche in volo sulla palude dove oggi sorge la chiesa. I lavori procedettero lentamente per due secoli e la struttura in laterizio era in gran parte completata negli anni Trenta del Quattrocento: uno dei cantieri più lunghi tra le chiese veneziane.

Punti di svolta

Dal Quattrocento in poi Santi Giovanni e Paolo divenne la sede consueta dei funerali di Stato dei dogi veneziani, ruolo che ne plasmò gran parte dell'interno: pareti e pavimento accolsero nei secoli successivi i monumenti funebri di venticinque dogi, più di qualsiasi altra chiesa cittadina. Un incendio nel 1867 distrusse la Cappella del Rosario, edificata per commemorare la vittoria veneziana a Lepanto, insieme a diversi dipinti importanti che vi si trovavano; la cappella fu poi ricostruita.

Evoluzione culturale

In quanto principale chiesa domenicana di Venezia, Santi Giovanni e Paolo funzionò come monumento civico non meno che come luogo di culto: la sua scala e il suo ruolo sepolcrale riflettono i legami stretti tra il governo della Repubblica e le sue maggiori istituzioni religiose.

Significato attuale

Scomparsa da tempo la Repubblica, le tombe dogali si leggono oggi come una testimonianza materiale della storia politica veneziana più che come una tradizione viva, mentre l'edificio resta una parrocchia domenicana attiva accanto al proprio ruolo di una delle chiese più visitate della città.